Immobili per l’impresa: un anno difficile ma positivo

Il mercato degli immobili per l’impresa è quello che, più di ogni altro, risente della congiuntura economica, che nell’ultimo anno ha visto un significativo miglioramento dei principali indicatori macroeconomici.

Per l’intero settore, il 2017 è stata una buona annata, nonostante permangano alcune criticità. Le compravendite sono riprese non soltanto grazie all’interesse degli investitori ma anche grazie alla volontà degli stessi imprenditori. Le transazioni, secondo l’Agenzia delle Entrate, sono aumentate del 7,5% per i capannoni, del 6,4% per gli uffici e del 6,9% per i negozi. A questa ripresa dei volumi non è corrisposto, però, un aumento dei prezzi a livello nazionale e la maggior parte delle richieste ha interessato esclusivamente la locazione.

I prezzi degli uffici dal 2008 a oggi hanno perso il 34,2% per le tipologie nuove e il 37,4% per quelle usate. Sui canoni di locazione il ribasso è stato rispettivamente del 36,6% e 35,4%.
Dal 2008, i capannoni nuovi hanno registrato un calo dei prezzi del 30,1% e quelli usati del 35,3%, mentre sul versante delle locazioni il ribasso è stato rispettivamente del 35,5% e del 35,2%. Il 31,6% delle richieste ha riguardato l’acquisto –dato in leggero aumento grazie a investitori e imprenditori – e il restante 68,4% la locazione.

Nemmeno il mercato retail è stato immune allo scoppio della bolla immobiliare: dal 2008 a oggi gli immobili siti nelle vie ‘di passaggio’ hanno perso il 34,1% del loro valore, mentre nelle vie non di passaggio la perdita sale al 40,2%. I canoni di locazione sono colati a picco, perdendo rispettivamente il 37,7% e il 43%. Anche le compravendite, in aumento negli ultimi anni, si sono notevolmente ridimensionate rispetto ai picchi raggiunti negli anni passati. I negozi, infatti, sono sempre stati un asset interessante per gli investitori. L’82,9% delle richieste sono per immobili in locazione, il 17,1% in acquisto. E, tra chi cerca immobili in acquisto, il 47% è rappresentato da investitori alla ricerca di rendimenti annui lordi che si attestano in media intorno al 7-8% ma che possono arrivare anche al 10% in funzione della rischiosità dell’investimento o scendere al 3-4% in zone più centrali. Questo tipo di acquirente si orienta quasi sempre su tagli piccoli, non superiori ai 100 metri quadri.

Oltre che per gli investitori, il settore dei negozi, in particolare per quanto riguarda la locazione, è di grande interesse per i retailer che, anche nei momenti di crisi, si sono dimostrati interessati alle soluzioni ben posizionate. Attualmente si registra una domanda sostenuta di immobili nelle ‘high street’ delle principali città, in particolare, di quelle che registrano flussi turistici voluminosi come Milano, Roma, Verona, Torino e Napoli.

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Redazione ColoreHobby.it
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