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Sono 71 le produzioni locali accompagnate dalle Camere di commercio nel percorso di qualificazione verso il riconoscimento delle Indicazioni Geografiche artigianali e industriali. Il dato è stato presentato da Unioncamere in audizione presso la IX Commissione permanente del Senato, nell’ambito dell’esame dello schema di decreto legislativo sulla protezione delle IG per i prodotti artigianali e industriali.
Le 71 candidature rappresentano una parte delle circa 250 produzioni stimate dalle associazioni di categoria, confermando l’ampio potenziale del comparto. Il provvedimento punta a rafforzare la tutela e valorizzazione delle produzioni tipiche, inquadrandole nel sistema della proprietà industriale.
Settori e territori più rappresentati
Tra i comparti con maggiore presenza figurano: pietre e marmi (19 produzioni); ceramica, porcellana e terracotta (10); tessile (9); lavorazione del legno (7); metalli preziosi e gioielleria (6).
Dal punto di vista geografico, il Centro Italia (19 produzioni) e il Nord-ovest (18) guidano la classifica, seguiti da Sud (15), Isole (10) e Nord-est (9).
A livello regionale, la Toscana è prima con 10 produzioni, seguita dalla Lombardia con 9. Tra le province spiccano Bergamo (7 produzioni nel settore pietre e marmi), Massa-Carrara per la lavorazione del marmo e Genova, Cosenza e Cagliari per l’artigianato artistico e i metalli.
Un percorso strategico per rafforzare l’identità territoriale e la competitività del made in Italy artigianale.



