Colore & Hobby - Ed. 438 dicembre 2023

67 problemi dati dalla natura finita degli stock. Si pone quindi come necessaria la transizione dal modello lineare ad un modello circolare, che nella considerazione di tutte le fasi -dalla progettazione, alla produzione, al consumo, fino alla destinazione a fine vita- sappia cogliere ogni opportunità di limitare l’apporto di materia ed energia in ingresso e di minimizzare scarti e perdite, ponendo attenzione alla prevenzione delle esternalità ambientali negative e alla realizzazione di nuovo valore sociale e territoriale. I principi base dell’economia circolare L’Economia Circolare, con riferimento alla definizione data dalla Ellen MacArthur Foundation, è un’economia progettata per auto-rigenerarsi, in cui i materiali di origine biologica sono destinati ad essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici devono essere progettati per essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera. Si tratta di un ripensamento complessivo e radicale rispetto al modello produttivo classico, basato sull’iper sfruttamento delle risorse naturali e orientato all’unico obiettivo della massimizzazione dei profitti tramite la riduzione dei costi di produzione. Adottare un approccio circolare significa rivedere tutte le fasi della produzione e prestare attenzione all’intera filiera coinvolta nel ciclo produttivo. Questa attenzione passa per il rispetto di alcuni principi di base, che la Fondazione Ellen Mc Arthur ha individuato in 5 criteri fondamentali. I 5 criteri di circolarità Eco progettazione. Progettare i prodotti pensando fin da subito al loro impiego a fine vita, quindi con caratteristiche che ne permetteranno lo smontaggio o la ristrutturazione. Modularità e versatilità. Dare priorità alla modularità, versatilità e adattabilità del prodotto affinché il suo uso si possa adattare al cambiamento delle condizioni esterne. Energie rinnovabili. Affidarsi ad energie prodotte da fonti rinnovabili favorendo il rapido abbandono del modello energetico fondato sulle fonti fossili. Approccio ecosistemico. Pensare in maniera olistica, avendo attenzione all’intero sistema e considerando le relazioni causa-effetto tra le diverse componenti. Recupero dei materiali. Favorire la sostituzione delle materie prime vergini con materie prime seconde provenienti da filiere di recupero che ne conservino le qualità. L’Agenda 2030 e l’economia circolare Le Nazioni Unite approcciano l’economia circolare con l’obiettivo di creare un modello economico zero waste, ovvero a rifiuti zero, sviluppando processi che consentono di riutilizzare i prodotti e le materie prime per la realizzazione di nuovi prodotti, secondo uno schema perfettamente circolare che richiede un apporto minimo di nuove risorse. È quanto avviene, ad esempio, con il riciclo della carta per la produzione di prodotti in carta riciclata senza abbattere altri alberi. Tra i 17 obiettivi di Agenda 2030 quello che si occupa dell’economia circolare è il dodicesimo, che recita: “Garantire modelli sostenibili di produzione e consumo”, con un focus specifico su acqua, energia e cibo. In particolare, con questo obiettivo l’ONU ha fissato dei traguardi che gli stati dovrebbero raggiungere entro il 2030: gestione sostenibile e uso efficiente delle risorse naturali; diminuzione sostanziale della produzione di rifiuti tramite interventi di prevenzione, riduzione, riciclo e riutilizzo; supportare le imprese ad adottare pratiche sostenibili e implementare le informazioni sulla sostenibilità nei loro resoconti annuali; assicurarsi che ogni persona abbia informazioni adeguate e sia consapevole dell’importanza di uno stile di vita compatibile con la natura e dello sviluppo sostenibile. .

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