Colore & Hobby - Ed. 439 febbraio 2024

COLORE & HOBBY |117 che e il rallentamento delle economie globali, saranno ancora molte le occasioni che potrebbero cambiare i destini del mondo. Nel contesto globale, secondo i manager italiani intervistati dall’Ufficio Studi Coop a dicembre 2023, ancor più dell’economia il maggior elemento di instabilità dello scenario globale nei prossimi 12 mesi saranno proprio i potenziali nuovi conflitti: lo afferma il 45% del campione contro un 23% preoccupato dai fenomeni climatici estremi e un 22% allarmato dall’andamento dell’economia internazionale. E tra gli elementi di maggiore preoccupazione figurano proprio gli esiti delle molte tornate elettorali, a partire da quella americana (44%). La quiete dopo la tempesta? Visti gli scenari che si prospettano e che gli stessi Italiani riconoscono, sembra allora sorprendente l’imperturbabilità con cui il nostro Paese ha deciso di affrontare il nuovo anno. La fotografia degli Italiani scattata dalle survey dell’Ufficio Studi Coop riflette infatti l’immagine di un Paese che sembra si sia ‘messo in pausa’: concentrato e annidato nel proprio presente, senza lasciare spazio a rabbia o disperazione; persistono, invece, in linea con l’ultimo anno, stati d’animo positivi. Per trovare conforto gli Italiani si rivolgono alla dimensione intimistica della loro sfera privata, della famiglia e degli affetti più vicini e sembrano invece aver dovuto rinunciare alla speranza di potersi costruire un futuro migliore. La speranza (parola che spesso ricorreva nelle rilevazioni precedenti riguardo al futuro) viene citata da poco più di un quinto degli Italiani (22%); erano un quarto un anno fa (26%) ma quasi 4 su 10 (37%) alle soglie del 2022 post pandemico (indagine fine 2021). E viene anche meno la previsione di un concreto cambiamento, che passa dal 15% del 2022 al 13% del 2023 e si ferma al 12% del 2024. Tra le parole che più tendono a connotare l’anno appena iniziato trovano spazio serenità (33%) e accettazione (28%). Ma questa propensione positiva si fa strada non senza sacrifici. Low budget, in equilibrio (precario) tra consumi e rinunce Sacrifici che conducono gli Italiani a rifugiarsi in una vita fatte di piccole cose, quelle quotidiane, attenti solamente alla dimensione presente. E a fare le spese di questa precaria situazione di equilibrio e calma apparente sono soprattutto i grandi progetti e le occasioni di svolta della vita. È quasi un Italiano su tre che vorrebbe cambiare casa (29%) oppure nazione (28%), ma sa già che non lo farà; così come il 30% degli occupati, pur volendo cambiare lavoro, ritiene impossibile farlo. Un altro segnale della rinuncia al futuro che sembra caratterizzare la nuova vita degli Italiani è il fatto che tra i giovani fra i 20 e i 40 anni la metà (51%) si dichiara per nulla interessata a diventare genitore, mentre un ulteriore 28% vorrebbe un figlio, ma già prevede che non sarà possibile. Messi davanti all’indisponibilità di cambiare in positivo le proprie vite, l’attenzione degli Italiani non può che rivolgersi allora alla cura degli affetti, di sé e degli altri. Tra le due sole voci di spesa in cui il numero di Italiani che prevedono per il 2024 un aumento supera quanti prevedono una diminuzione, compaiono proprio le spese per la salute e benessere (in aumento per il 24%) e quelle per il consumo alimentare domestico (16%). Il 26% dichiara di voler spendere di più in prevenzione e controlli, il 23% in analisi di routine. Il 23% mette tra i buoni propositi per il 2024 la solita dieta, ma il 25% pensa a nuove abitudini alimentari e il 17% ragiona su spa, meditazione e tecniche di rilassamento. È una vita a low budget, vissuta giorno per giorno, quella che gli Italiani prospettano per il 2024. E forse è l’unica che la maggioranza di essi si può permettere, preoccupati dall’erosione dei loro risparmi -con cui hanno attutito l’impatto dell’inflazione degli ultimi 20 mesi- e coscienti che ci vorrà tempo prima che i loro salari aumentino. E questo si riflette anche nel tempo libero: si mettono in stand by cinema, teatri, concerti e musei, con i relativi costi, a favore di passeggiate nella natura, lettura, qualche sport e un po’ di musica, dai costi più ridotti. L’eccezione -almeno sulla carta- sembra essere la voglia di vacanza: se nell’anno passato

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