Colore & Hobby - Ed. 439 febbraio 2024

120| FEBBRAIO 2024 1 Valorizzazione del ruolo regionale nell’implementazione dell’AI nella Pubblica Amministrazione Si sottolinea l’importanza di riconoscere il loro ruolo nella definizione di criteri e casi d’uso per l’AI nella PA. Nonostante il gap tecnologico italiano, evidente sia nel settore privato sia nel pubblico, le Regioni mirano a sfruttare gli algoritmi per migliorare l’efficienza e la produttività delle attività delle organizzazioni, contribuendo così di conseguenza anche alla competitività del Paese. 2 Approccio etico all’AI e controllo umano nelle decisioni automatizzate Riconoscendo la straordinaria opportunità dello sviluppo dell’AI, si evidenzia come sia indispensabile un approccio etico all’AI, senza che esso ne blocchi lo sviluppo o l’utilizzo, sottolineando invece la necessità di trasparenza, non discriminazione, responsabilità e il contributo/controllo umano nelle decisioni automatizzate -la cosiddetta ‘riserva di umanità’-. Le proposte includono la definizione di linee guida specifiche per l’implementazione etica dell’AI e la creazione di registri pubblici sull’uso di algoritmi per garantire la trasparenza. 3 Investimenti con fondi nazionali e gestione dei dati pubblici Si chiedono investimenti con fondi nazionali per garantire dati pubblici pronti per l’AI. Riconoscendo la carenza di qualità nei dati delle PA e l’irraggiungibilità di molti di essi in quanto ancora su carta, affrontando il tema della dematerializzazione degli archivi e dell’attuazione di data spaces nazionali/europei, propongono l’istituzione di nuclei di aggregazione territoriale su data governance e intelligenza artificiale affinché nessun ente pubblico rimanga indietro. Regioni e Province autonome possono fare da ‘rete neurale’ del Paese, per arrivare a definire il ‘cloud federato’ e il sistema nazionale per la trasformazione digitale. 4 Implementazioni nella Piattaforma Digitale Nazionale dei Dati (PDND) Viene proposta l’implementazione nella PDND di funzionalità per definire modalità e limiti di utilizzo dei dati fruiti e/o erogati tramite interoperabilità tra PA e verso altri soggetti abilitati in ottica AI; si tratterebbe di taggare i dati aggiungendo un valore informativo che definisca i possibili utilizzi in ambito AI, conforme al prossimo AI Act EU e ai ‘data spaces’ previsti dal Data Act EU. 5 Attenzione al “AI divide” È fondamentale evitare che si arrivi a un ‘AI divide’ in cui le PA non sono in grado di comprendere e sfruttare queste tecnologie. È necessario per questo un reclutamento d’urgenza di specialisti ICT nella PA. Il problema non è semplicemente la mancanza di persone con le competenze necessarie, ma anche l’assenza di personale informatico per gestire adeguatamente i sistemi informativi e la sicurezza. Bisogna strutturare percorsi formativi specifici per gli specialisti ICT nelle PA, definire forme di reclutamento adatte, definire una precisa famiglia professionale degli specialisti ICT con una specificità a livello di CCNL, definire la carriera degli specialisti ICT all’interno delle pubbliche amministrazioni. Andrebbero inoltre valorizzate e coordinate le eccellenze dirette e quelle in controllo pubblico già esistenti, strutturando una rete unica e non dispersiva che permette ai centri di competenza presenti sul territorio di agire a supporto delle rispettive sfere territoriali di naturale influenza. 6 Ruolo potenziato dell’Ufficio del Responsabile per la transizione digitale (RTD) L’RTD deve essere individuato come presidio immediato del tema dell’AI APPROFONDIMENTI INTELLIGENZA ARTIFICIALE

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