Colore & Hobby - Ed. 439 febbraio 2024

20| FEBBRAIO 2024 ’80, insoddisfatto dei mulini a palle e microsfere impiegati al tempo -che richiedevano lunghi tempi di lavorazione e impossibilità di lavaggio della camera di macinazione- realizzò il primo prototipo. Il concetto era l’immersione del cestello (o camera di macinazione) all’interno del batch anziché farla attraversare dal prodotto. Negli anni successivi furono realizzate altre due versioni del mulino, l’oggetto del brevetto è stata, da subito, la rotazione del cestello che, a differenza degli altri mulini a immersione, permette lavaggi rapidi e lavorazioni a viscosità molto elevate, oltre a tempi di macinazione ridotti. Un brevetto è sempre un segnale prezioso in ambito industriale perché identifica in maniera inequivocabile l’esclusività dell’idea e l’identità dell’azienda… Il Turbomill è un macchinario che, al di là delle caratteristiche che ne hanno permesso il brevetto, ha una caratteristica unica: è l’unico mulino a essere concepito e realizzato da produttori di vernici, che significa avere la massima consapevolezza di cosa significa e quali sono le criticità nella realizzazione di prodotti vernicianti e paste coloranti. Come è stato accolto Turbomill dal mercato e come si è evoluto nel tempo? Negli anni ‘90 il mulino è stato proposto sul mercato all’Eurocoat di Nizza e, ovviamente, ha suscitato interesse e contemporaneamente scetticismo. Fu determinante il fatto di essere produttori di vernici e paste coloranti, quindi, di dare la possibilità di provare la macchina, anche con le stesse materie prime del cliente, all’interno di un colorificio in normale funzionamento. Oggi Turbomill è venduto in tutto il mondo sia alle piccole imprese sia alle multinazionali. Quali sono gli ambiti elettivi in cui viene utilizzato Turbomill? Negli anni l’impiego del Turbomill ha trovato ulteriori sbocchi oltre all’ambito degli smalti e delle paste coloranti per i quali siamo fornitori dei più importanti player europei. In particolare, ha trovato impiego nei comparti degli inchiostri e della cosmesi -dove sono richieste finezze prossime al fondo scala-, nel settore alimentare, petrolifero e degli anticrittogamici. Cosa c’è nel futuro di Turbomill? Il futuro della macchina è legato soprattutto ad uno sviluppo del software per andare incontro anche agli incentivi come industria 4.0 e 5.0 e alle esigenze di automazione del mercato, quindi, stiamo studiando il controllo da remoto dell’avanzamento produttivo, la memoria del processo di lavorazione tramite connessione QR code e gli elementi che concorrono al risparmio energetico. . COPERTINA MIRODUR 5 MOTIVI PER SCEGLIERE TURBOMILL Œ lavaggio in tempi brevi e con uso di poco solvente/acqua  cambio completo di prodotto e colore Ž eliminati i tempi morti  eliminati i mulini dedicati unicamente ad un colore  notevole aumento della produttività

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