Colore & Hobby - Ed. 440 marzo 2024

e di provenire da fonti rinnovabili. Le resine naturali, estratte da alberi e piante, come la gomma damar, la gomma copal e la resina di pino, vengono utilizzate come additivi nelle vernici bio-based per migliorare la resistenza e la lucentezza dei rivestimenti e offrono proprietà adesive e protettive. I solventi utilizzati nelle vernici convenzionali possono essere sostituiti con biosolventi derivati da fonti biologiche, come alcoli vegetali (ad esempio, etanolo derivato da biomasse) o esteri di acidi grassi: i biosolventi sono meno tossici e meno inquinanti rispetto ai solventi chimici tradizionali. Gli additivi utilizzati per migliorare le proprietà delle vernici bio-based possono essere scelti tra una vasta gamma di materiali biodegradabili, come cellulosa, amido, gomme naturali e altre sostanze organiche. Infine, i pigmenti utilizzati per colorare le vernici bio-based possono essere ottenuti da fonti naturali, come terre colorate, minerali, ossidi di ferro, carbone vegetale e altre sostanze organiche. Utilizzare pigmenti naturali riduce la dipendenza dai pigmenti sintetici derivati dal petrolio. Le vernici bio-based offrono dunque diversi vantaggi, tra cui una minore emissione di composti organici volatili (VOC), una maggiore sostenibilità e una migliore qualità dell’aria interna. Tuttavia, è importante notare che, nonostante la loro natura più ecologica, le vernici bio-based possono comunque contenere alcuni componenti chimici e richiedere processi di produzione che potrebbero avere un impatto ambientale. È quindi essenziale valutare attentamente sia la composizione delle vernici bio-based sia le pratiche di produzione utilizzate per garantire la massima sostenibilità possibile. Materiali bio-based: tanti pro, ma quali contro? Nonostante i numerosi vantaggi dei materiali bio-based, resta quindi importante considerare anche i loro potenziali difetti e limitazioni. Tra i principali contro associati ai materiali bio-based, ci sono sicuramente i costi: in molti casi, i materiali bio-based possono essere più costosi rispetto ai loro equivalenti convenzionali derivati dal petrolio. Questo fatto può essere dovuto alla complessità dei processi di produzione, alla disponibilità limitata delle materie prime o alla domanda relativamente bassa sul mercato. Non bisogna sottovalutare inoltre il fatto che la produzione su larga scala di materiali bio-based potrebbe richiedere quantità significative di risorse naturali, come terra, acqua ed energia, per la coltivazione delle piante o la produzione di biomassa. Questo solleva preoccupazioni riguardo alla competizione con l’agricoltura alimentare e alla possibile deforestazione o degradazione degli ecosistemi naturali. Allo stesso modo, alcune pratiche agricole utilizzate per coltivare le materie prime bio-based possono avere un impatto negativo sull’ambiente locale, come l’uso eccessivo di acqua, l’inquinamento del suolo e delle acque, e la riduzione della biodiversità. L’uso di biomasse per la produzione di materiali bio-based può entrare dunque in conflitto con la produzione alimentare, specialmente in aree dove le risorse sono limitate e la sicurezza alimentare è una preoccupazione. Tra i plus dei materiali bio-based si annovera certamente la biodegradabilità, ma occorre fare attenzione al fatto che non tutti i materiali bio-based sono biodegradabili o compostabili e alcuni potrebbero richiedere condizioni specifiche per degradarsi completamente. Questo può portare a problemi di smaltimento una volta che i materiali raggiungono la fine del loro ciclo di vita. FOCUS MATERIALI “I materiali bio-based, sostenibili e dalle molteplici possibilità applicative, sono una risorsa sempre più preziosa per combattere l’impatto ambientale delle attività umane” 114| MARZO 2024

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