Colore & Hobby - Ed. 440 marzo 2024

COLORE & HOBBY |121 Immobili green: gli Italiani e la Direttiva Case Green La sostenibilità degli immobili è un aspetto che ormai ha fatto presa nelle coscienze degli Italiani. Lo provano i numeri: il 64,6% degli Italiani include infatti tra i requisiti fondamentali per un futuro acquisto di casa la classe energetica. La classe energetica è discriminante per l’acquisto in misura maggiore tra i più giovani (66,1% tra i 18-34enni) meno tra i più anziani (61,5% tra 65enni e oltre), nelle regioni del Nord-Ovest (65,6%) e del Sud e isole (67,3%) piuttosto che nel resto d’Italia (60,9% al Nord-Est e 62,2% al Centro). È lecito supporre che la tanto dibattuta Direttiva Case Green abbia fatto presa sull’opinione pubblica. Ne sono al corrente circa i due terzi degli Italiani (73,3%), il 77,1% di chi vive al Nord-Ovest (contro il 68,9% di chi risiede al Sud e nelle Isole e di oltre il 74,0% di chi risiede al Nord-Est e nel Centro) e il 75,6% degli abitanti dei comuni con maggiore ampiezza demografica (100 mila-oltre 500 mila abitanti). Il grado di conoscenza, infine, è maggiore tra i proprietari (75,0%) rispetto a chi non lo è (66,6%). Sotto il profilo socioculturale, sono gli uomini più delle donne a essere informati al riguardo (77,8% contro il 69,1%), i laureati (75,8%) rispetto a chi ha al più la licenza media (62,1%) e le famiglie più abbienti (85,7% con reddito oltre 50 mila euro contro 67,8% con reddito fino a 15 mila euro). La considerazione che l’opinione pubblica ha di questa direttiva è senza dubbio positiva e risulta essere coerente con la crescente sensibilità ambientale che si sta diffondendo nel Paese e con la consapevolezza della limitatezza delle risorse naturali, a fronte, tra l’altro, di uno scenario dove è l’approvvigionamento critico delle stesse risorse a imporre l’adozione di scelte e comportamenti sostenibili sia per gli individui sia per il Paese. Per il 51,1% degli Italiani la direttiva è dunque un atto positivo, in quanto prevede una serie di interventi necessari per ridurre l’inquinamento e lo è parimenti per un ulteriore 40,1%, in virtù del risparmio energetico che conseguirà dalle azioni previste. L’accezione positiva varia in funzione di età e livello di istruzione: sia considerando l’impatto della direttiva sulla riduzione dell’inquinamento, apprezzato dal 59,8% dei 18-34enni (contro il 43,8% dei 35-64enni e il 57,6% dei 65enni e oltre) e dal 55,9% dei laureati (contro il 48,5% di chi ha al più la licenza media e il 48,0% dei diplomati), sia esaminando l’impatto sul risparmio energetico, accolto con favore dal 50,2% dei 18-34enni (contro il 36,2% dei 35-64enni e il 39,8% degli oltre 65enni) e dal 43,1% dei laureati (contro il 35,9% di chi ha al più la licenza media e il 38,8% di chi è diplomato). Sebbene le disposizioni della direttiva si realizzino attraverso interventi sugli immobili, nella percezione degli Italiani la sua portata oltrepassa gli stessi per propagarsi su chi ci vive e sull’ambiente circostante. Lo dimostra l’8,1%, che ritiene che dalla realizzazione degli interventi previsti possa originarsi un incremento del valore degli immobili e, quindi, della propria abitazione. Non mancano comunque perplessità e timori: il 22% teme che la direttiva, con le sue disposizioni normative, possa tradursi in un ulteriore aggravio dei già onerosi costi di gestione degli immobili, mentre il 16,3% dei proprietari prevede che gli interventi da apportare siano costosi e, quindi, non economicamente sostenibili. Solo il 10,7% dell’opinione pubblica manifesta, infine, la preoccupazione che crollino i prezzi delle case dove non vengano fatti gli interventi previsti dalla direttiva. Un allarme che si è però dimensionato alla luce dell’evoluzione impressa ai negoziati in corso. Se gli interventi di efficientamento energetico è opportuno che siano fatti per il bene di tutti e del Paese, è però necessario che avvengano con il sostegno pubblico. Su

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