COLORE & HOBBY |29 ordinamento di franchising e team di persone. Parallelamente, Andrea ha studiato tutto ciò che serve a diventare un imprenditore fisico e digitale: marketing, copywriting, branding, SEO, strategie di posizionamento online, logistica, gestione dei marketplace e analisi dei dati di vendita. Con queste competenze ha costruito un modello imprenditoriale snello, flessibile e scalabile. Il suo ultimo business è stato avviato con un budget inferiore ai 10 mila euro ed è stato poi monetizzato a sei cifre. Un altro aspetto centrale del suo lavoro è stato quello di realizzare tutto in Italia: dai prodotti alla comunicazione, coinvolgendo maestranze locali e filiere “a km quasi zero”. Questa scelta ha garantito una flessibilità e una scalabilità uniche, valorizzando al massimo il Made in Italy inteso come vera ricchezza del territorio, con la creazione di posti di lavoro che -anche dopo la cessione dei brand- sono stati mantenuti proprio per il valore che ogni persona ha dato ai suoi progetti. Andrea ama sottolineare che il suo obiettivo non è mai stato “fare impresa con Excel”, ma costruire business autentici e duraturi, lontani da quella visione esclusivamente manageriale che guarda solo al profitto di breve termine e non alla creazione di valore reale. È proprio grazie a questo bagaglio di esperienze e conoscenze che Andrea riesce oggi a creare prodotti innovativi, frutto di una conoscenza concreta e vissuta del mercato, dei materiali e delle persone. In un settore in cui gran parte dei produttori continua a rivolgersi quasi esclusivamente ai professionisti, Andrea ha scelto di ribaltare la prospettiva, puntando tutto sul potenziale del fai da te. La sua convinzione è chiara: questo segmento rappresenta una delle più grandi opportunità ancora inesplorate. Con semplicità, esperienza e storytelling, si è imposto come voce fuori dal coro, dimostrando che dietro un pennello e un’idea non c’è solo creatività, ma anche il futuro del mercato delle vernici. Andrea, come nasce il tuo percorso nel mondo del fai da te e delle vernici? Nasce dall’osservazione di un vuoto evidente nel mercato: i prodotti professionali ci sono ma sono pensati chiaramente per chi lavora nel settore. Io ho visto l’opportunità di renderli accessibili alle persone comuni, semplificando l’uso e adattandoli a piccoli lavori fai da te. Questo approccio non solo avvicina nuovi clienti, ma aumenta anche significativamente la marginalità per l’azienda: il prodotto, proposto in confezioni più piccole con un packaging accattivante e un brand forte, raggiunge un prezzo superiore grazie al valore percepito, trasformando ogni barattolo in un’opportunità commerciale e di relazione con il cliente. In che cosa vedi la differenza principale tra il mercato professionale e quello del fai da te? Il mercato professionale premia tecnica, velocità e precisione: l’utilizzatore conosce già materiali e processi. INNOVARE NON VUOL DIRE INVENTARE “Innovare non significa inventare la ‘vernice del futuro’, ma saperla proporre in un modo nuovo -racconta Giulietti-. Innovare vuol dire trasformare un prodotto, spesso già esistente, in un’esperienza desiderabile, semplice e alla portata di tutti. È guardare ciò che gli altri vedono, ma con una prospettiva diversa. Questo vale per il settore paint ma è replicabile in tanti altri ambiti, io stesso ho seguito progetti differenti dal settore paint replicando il mio ‘metodo’ e ho potuto verificare che è realmente applicabile praticamente in tutti i settori, partendo dalle vernici, attraverso l’abbigliamento, fino ad arrivare per esempio alla cosmetica e al beverage”. “Il fai da te non è un hobby: è il futuro del mercato delle vernici, un mondo ancora tutto da scoprire per chi sa guardare oltre la recinzione del proprio stabilimento”
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