Colore & Hobby - Ed. 457 gennaio/febbraio

118| GENNAIO/FEBBRAIO 2026 COLOR NOTEBOOK Che Burano sia la città dalle case colorate è noto a tutti ed è, indiscutibilmente, un’attrazione per chiunque si trovi a visitare Venezia e i suoi straordinari dintorni. Diverse le teorie riguardo i motivi per cui tutte le abitazioni sono connotate da questo caleidoscopio vivace a cielo aperto. Una tra queste trae origine dalla necessità dei pescatori dell’isola di riconoscere la propria abitazione anche nella nebbia. Un’altra teorizza che i colori siano stati utilizzati per distinguere le famiglie residenti e, infine, un’ultima, spiega la diversità cromatica in funzione della disponibilità delle vernici al momento della pitturazione. Tra tutte le abitazioni ce n’è una davvero particolare: la Casa di Bepi Suà. È celebre per la sua facciata unica, decorata con numerose figure e forme geometriche dai colori vivaci che richiamano uno stile psichedelico. La storia della casa è strettamente legata a Giuseppe Toselli, detto Bepi Suà (1920-2002), nato proprio in quella casa che allora apparteneva alla famiglia Toselli. Orfano da giovane, Bepi crebbe in condizioni economiche difficili e lavorò inizialmente al cinema locale Favin, prima come addetto alle pulizie e manutentore. Quando il cinema chiuse, iniziò a vendere caramelle nella vicina piazza Galuppi, guadagnandosi il soprannome di Bepi delle Caramelle. Gli altri lo chiamavano anche Bepi Suà -sudato ndr-, per la sua abitudine a stare sotto il sole estivo senza curarsi. Negli anni ‘60, Bepi iniziò a dipingere la facciata della sua casa con motivi geometrici colorati, modificandola praticamente ogni giorno per anni. Ogni sera la casa appariva diversa, diventando un’attrazione per residenti e turisti, che spesso si fermavano a fotografarsi accanto a lui e alla sua tela. L’interno della casa ospitava oggetti legati alla sua passione per il cinema, come televisori e proiettori, e durante l’estate Bepi organizzava proiezioni all’aperto per i bambini del paese, appendendo un lenzuolo bianco sulla facciata e mostrando cartoni animati e commedie. Dopo la sua morte nel 2002, la casa è stata restaurata e oggi la facciata è stata ripristinata seguendo uno dei disegni più belli che Bepi aveva realizzato negli anni ‘80, conservando così la memoria del suo stile unico. Bepi Suà preferiva usare una varietà di forme geometriche come cerchi, quadrati, triangoli, rettangoli, rombi e scacchiere, tutte vivacemente colorate. I colori predominanti sulle pareti della sua casa erano estremamente brillanti e vari, comprendendo tonalità di arancione, blu, giallo, rosso, verde, viola e tutti i colori dell’arcobaleno. Questa combinazione di forme e colori contribuiva a dare alla facciata il suo caratteristico stile, rendendola sempre diversa e molto riconoscibile nel paesaggio di Burano. La decorazione psichedelica della casa di Bepi Suà si collega profondamente alla sua visione del mondo come espressione di vitalità, trasformazione e apertura della coscienza. L’uso di colori vividi, forme geometriche complesse e motivi astratti richiama lo stile psichedelico, che è associato storicamente all’esplorazione degli stati di coscienza, all’espansione mentale e alla liberazione dell’Io. Il design psichedelico vuole favorire l’immersione e la trasformazione percepita dello spettatore, rendendolo partecipe di un’esperienza visiva che apre la mente, modifica la percezione e stimola una rinnovata visione del mondo, basata sul dinamismo, la libertà e la creatività. In questo senso, la casa di Bepi era più di una semplice abitazione: rifletteva la sua personalità libera e il suo modo di intendere la vita come continuo cambiamento, espressione artistica e condivisione con la comunità, facendone un simbolo di cultura popolare e di energia vitale a Burano. .

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