Colore & Hobby - Ed. 457 gennaio/febbraio

La distribuzione professionale del colore sta vivendo una profonda trasformazione, fatta di competenze tecniche, servizi evoluti e partnership strutturate. Benedetta Masi, presidente di Assovernici, analizza scenari, sfide e nuove traiettorie di crescita del canale in Italia. Vendere i prodotti vernicianti? Parlare in questi termini appare oggi molto riduttivo. Chi distribuisce pitture, vernici e rivestimenti è chiamato a essere protagonista di un percorso di progettazione, consulenza e accompagnamento dei clienti finali. Ultimamente, infatti, questo settore si è profondamente evoluto: non solo nei numeri, ma ancor prima nella visione e nell’approccio. Ne parla Benedetta Masi, presidente di Assovernici. L’evoluzione del canale in Italia e il concetto di colore come servizio “Negli ultimi anni la distribuzione professionale del colore in Italia ha vissuto una trasformazione profonda -osserva Benedetta Masi-. Oggi appare come un mercato in cui convivono modelli diversi; cresce, inoltre, la distanza tra gruppi o distributori strutturati, in espansione e rivendite indipendenti, più esposte alla complessità attuale”. I numeri confermano questa tendenza. Una ricerca effettuata da questo magazine specializzato Colore & Hobby evidenzia come dai circa 24 mila punti vendita che trattavano pitture prima degli anni Ottanta si sia passati ai 17.500 degli anni 2000 fino agli 11.400 di oggi: una riduzione significativa, che coincide però con maggiore specializzazione. Le ferramenta di prossimità, un tempo dominanti, rappresentano ora un terzo del totale: si sono ridimensionate, ma restano un importante presidio territoriale. I centri colore e decorazione indipendenti hanno, in parallelo, compiuto un salto di qualità: molte realtà nate come mono negozio si sono evolute in reti strutturate, puntando su servizio, competenze e partnership solide. Per aumentare il proprio impatto in termini di euro/mq costruito, i punti vendita hanno, inoltre, verticalizzato l’offerta, nelle due direzioni: le rivendite edili si sono spinte fino a proporre finiture, mentre i centri colore e decorazione hanno ampliato il loro raggio d’azione verso cartongesso e sistemi a secco. Si rafforza infine il modello dei punti vendita diretti dei produttori, che crescono tramite acquisizioni di reti regionali e colorifici specializzati, coniugando competenza tecnica e riconoscibilità del brand. “In un mercato maturo e competitivo, la direzione appare chiara: meno BIANCA STILO punti vendita, ma più competenti, più strutturati e più orientati al valore -prosegue Masi-. Il colore non è più un prodotto da banco: è un servizio tecnico, che richiede visione e specializzazione”. L’imperativo di oggi: investire in valore Come si prospetta l’immediato futuro? “La distribuzione si muove all’insegna della qualità più che della quantità - rileva Benedetta Masi -. Si tratta di un effetto inevitabile in un comparto che appare sempre più tecnico, in cui sostenibilità, certificazioni, normative stringenti e la complessità di sistemi come quello a cappotto, così come la necessità di manutenzioni specialistiche, richiedono competenze solide”. Per i distributori la scelta è ormai obbligata: o costruiscono alleanze strutturate con produttori qualificati, oppure investono internamente in formazione, persone e capacità progettuale. Anche il mercato a valle, infatti, è cambiato. “I clienti sono più informati, i progettisti rivestono un ruolo centrale nelle scelte, le imprese lavorano con capitolati molto dettagliati. Le domande tecniche che arrivano ai rivenditori non possono più trovare risposte improvvisate: se manca esperienza, ricadono a cascata sui produttori”. Proprio per questo, come già accennato, avere un buon prodotto oggi non basta. Servono servizi COLORE & HOBBY |33

RkJQdWJsaXNoZXIy MTI4NzA=