70| GENNAIO/FEBBRAIO 2026 Abbiamo approfondito l’argomento con Giulio Gallazzi, presidente di BIAE. Giulio Gallazzi, c’è una progettualità importante che sottende la creazione di BIAE: porsi nel mondo della transizione energetica con strumenti finanziari ma anche tecnici e consulenziali. Quando e come vi siete resi conto di questa esigenza del mercato e quali sono gli obiettivi che vi siete posti in termini operativi e temporali? La creazione di BIAE nasce dalla consapevolezza di un’esigenza concreta del mercato della transizione energetica. Ce ne siamo resi conto negli ultimi anni, confrontandoci con imprese e professionisti: il vero ostacolo non era tanto l’assenza di capitali o di tecnologie, quanto la frammentazione degli interlocutori. Finanza, competenze tecniche e consulenza operavano spesso su binari separati, rallentando i progetti e aumentando il rischio. Da qui l’idea di un nuovo modello: una banca che non si limiti a finanziare, ma che accompagni le aziende anche dal punto di vista tecnico e progettuale. BIAE nasce proprio con questo obiettivo, integrando strumenti finanziari, competenze ingegneristiche ed esperienza consulenziale in un unico interlocutore, secondo il modello “One-Stop Energy Shop”. In termini operativi, ci siamo posti tre obiettivi principali: semplificare l’accesso alla transizione energetica, migliorare la qualità dei progetti finanziati e accelerare l’impatto reale degli investimenti, sia sul piano ambientale sia su quello industriale. Dal punto di vista temporale, nel breve periodo puntiamo a consolidare questo modello sul mercato italiano. Nel medio termine vogliamo diventare un punto di riferimento nazionale per il finanziamento alle PMI e ai professionisti per sostenere la transizione energetica, mentre nel lungo periodo l’obiettivo è contribuire in modo strutturale alla trasformazione del sistema energetico del Paese, accompagnando imprese e professionisti verso un modello più sostenibile e competitivo. BIAE pone un’attenzione importante anche all’aspetto strutturale delle imprese italiane, spesso di dimensioni medio-piccole e distribuite su tutto il territorio: il piano che sta alla base della banca ha, di conseguenza, un’efficace declinabilità… Il piano di BIAE nasce proprio dalla consapevolezza che la transizione energetica, in Italia, passa in larga parte da imprese medio-piccole, diffuse sul territorio. Per questo è stato progettato come uno strumento flessibile, capace di adattarsi alle diverse dimensioni aziendali e ai contesti locali, accompagnando le imprese in percorsi graduali e sostenibili di efficientamento alle proprie strutture e linee produttive e per un percorso di forte innovazione energetica necessaria per competere nel prossimo quinquennio. Quali sono gli ostacoli finanziari e tecnici più ingombranti che le aziende devono affrontare lungo il percorso della transizione energetica? Per le PMI gli ostacoli alla transizioFOCUS SOSTENIBILITÀ BIAE
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