98| GENNAIO/FEBBRAIO 2026 input energetico significativo; la raccolta differenziata ne rappresenta il presupposto operativo, supportata da istruzioni locali precise. La “rigenerazione” introduce un livello superiore di valore aggiunto, riutilizzando scarti senza distruggerli per conferir loro una nuova funzione e qualità superiore: esempi includono pallet dismessi trasformati in arredi di design o pneumatici usurati in elementi di arredo urbano, un processo che stimola creatività e innovazione culturale. Completa la sequenza il “recupero”, focalizzato sulla valorizzazione energetica dei residui non riciclabili attraverso impianti di termovalorizzazione, che producono calore o elettricità da materiali altrimenti destinati alle discariche, rappresentando un’alternativa ecologica e circolare. Fonti Energetiche: rinnovabili e non rinnovabili La produzione energetica globale si trova in una fase di transizione epocale, contrapponendo fonti rinnovabili -inesauribili e a basso impatto- a quelle non rinnovabili, limitate e ad alta intensità ambientale. Le rinnovabili comprendono l’energia solare, catturata tramite pannelli fotovoltaici per elettricità o sistemi termici per riscaldamento, con costi di installazione ridotti del 90% nell’ultimo decennio e un potenziale teorico per soddisfare l’intero fabbisogno mondiale; l’energia eolica, generata da pale che sfruttano il moto del vento, come dimostrato dalla Danimarca che raggiungeva il 43% del proprio mix negli anni 2010; l’idroelettrica, derivata dal flusso di fiumi e dighe per output stabili e diffusi. A queste si aggiungono la geotermica, estratta dal calore endogeno terrestre tramite sorgenti naturali; la biomassa, ottenuta dalla combustione controllata di residui organici agricoli o forestali, soggetta a restrizioni per evitare impatti negativi; l’energia marina da correnti e maree; quella cinetica da movimento umano su pavimentazioni speciali; e l’idrogeno verde, prodotto integralmente da fonti rinnovabili come il solare, con prospettive di vettore energetico universale. Tali fonti producono energia pulita, stabile e con costi operativi decrescenti, minimizzando emissioni climalteranti. Le non rinnovabili, al contrario, dominano ancora l’80% del panorama globale: i combustibili fossili -petrolio, carbone e gas naturale- richiedoFOCUS SOSTENIBILITÀ LINGUAGGIO “Basta claim generici e ambigui: la comunicazione green deve essere basata su evidenze verificabili” Economia circolare Riduzione Riuso Riciclo Rigenerazione Recupero
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