COLORE & HOBBY |125 pompeiani e miniature bizantine, come occhi angelici o fondali mitologici. Macinati fini per paste a fresco, causavano neuropatie e danni epatici per vapori tossici e già Plinio il Vecchio ne descriveva l’estrazione letale. Verdi Metallici: cromo e malachite Il verde cromo permetteva di ottenere un color smeraldo stabile per porcellane e auto, ma danneggiava reni e polmoni. La malachite, polvere verde rame egiziana già nota nel 2000 a.C., resisteva secoli in cappelle gotiche ma inalata provocava irritazioni respiratorie. Cinabro: il rosso del mercurio Il cinabro, solfuro di mercurio naturale, dona un rosso scarlatto profondo usato nei murali romani e nei ritratti rinascimentali. Macinato, rilasciava vapori neurotossici che causavano tremori e instabilità mentale. Si racconta che sia stato responsabile dell’avvelenamento di Caravaggio, i cui sintomi -insonnia e aggressività- combaciavano quelli dell’intossicazione cronica. Bianco di piombo: la tinta dei giganti antichi Conosciuto come cerussa o biacca era la base già per i bianchi opachi degli Egizi fino a quelli dei maestri barocchi come Rubens. Preparato bollendo piombo in aceto, provocava paralisi, coliche e cecità. Si dice che Vermeer sia morto a causa di questo ‘colore’, dopo averne macinato tonnellate e che le coliche dei pittori parigini dell’800 fossero saturnismo da inalazione, tanto che Napoleone vietò il suo uso domestico. Giallo di Napoli: piombo e antimonio infuocati L’antimonato di piombo, cotto a 800°C dai Romani per gialli caldi e stabili, illuminava nature morte olandesi e le tele di Murillo. Tossico per polmoni e fegato, emetteva fumi letali e gli alchimisti lo chiamavano vetriolo giallo. Turner lo usò per i suoi tramonti infuocati, ma i restauratori moderni lo rimuovono con guanti, temendo ancora contaminazioni. .
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