Colore & Hobby - Ed. 458 marzo

126| NOVEMBRE/DICEMBRE 2025 OCRA: NATURALE PER VOCAZIONE L’ocra è un pigmento naturale a base di ossidi di ferro, con una lunga tradizione e molteplici sfumature che vanno dal giallo al rosso, ottenute con trattamenti diversi come la calcinazione. Oggi si produce ancora con metodi naturali di estrazione e raffinazione ed è impiegato in molteplici ambiti. Il colore ocra è un pigmento naturale conosciuto dall’uomo fin dalla preistoria e ampiamente utilizzato in pittura, decorazioni e arti sacre: già gli Egizi usavano l’ocra -simbolo di potere e regalità- per decorare le tombe e dipingere la pelle, mentre i Romani la impiegavano per dipingere le pareti, per esempio, a Pompei, e anche come colore nell’arredo. L’ocra deriva principalmente da terre argillose ricche di ossidi di ferro, come la limonite (idrato di ossido di ferro) e l’ematite e proprio la presenza di ferro conferisce al pigmento le sue diverse tonalità, dal giallo al rosso fino al marrone aranciato. Le colline del Roussillon, situate nel Luberon in Provenza, Francia, sono da sempre un simbolo di questo colore e delle sue sfumature, caratterizzate da spettacolari paesaggi rosso-arancioni, creati dall’erosione della roccia ocra, che possono essere esplorati attraverso vari sentieri, compreso il famoso Sentier des Ocres. Ma l’ocra non è un singolo colore, bensì una gamma di tonalità variabili in base alla composizione specifica e al trattamento del pigmento. Le principali varianti sono l’ocra gialla, pigmento naturale più freddo e pallido, giallo intenso, ottenuto direttamente dall’argilla ricca di ossidi di ferro (limonite), e l’ocra rossa, che si ottiene riscaldando l’ocra gialla (processo di calcinazione) che trasforma gli ossidi di ferro e dona una tonalità più calda, rossastra, simile alla terracotta. Le tonalità di ocra possono andare dal giallo ocra caldo e dorato fino a tonalità più scure e intense vicine all’arancione o al marrone. Attualmente, l’ocra viene ottenuta principalmente attraverso processi naturali di estrazione e raffinazione delle terre. Le argille vengono frantumate e miscelate con acqua in modo da separare le impurità (sabbia e pietre) lasciando in sospensione la polvere di pigmento. Dopo la filtrazione e l’essiccazione, si ottiene una polvere fine di color ocra. Per ottenere diverse sfumature, come detto, si può procedere alla calcinazione (riscaldamento) per trasformare chimicamente la composizione del ferro e passare da ocra gialla a ocra rossa o bruna. In ambito cosmetico o pittorico il pigmento viene poi miscelato in polveri, emulsioni o paste e combinato con vari leganti (oli, grassi, cere) a seconda dell’applicazione. L’ocra mantiene un ruolo importante sia in campo artistico che nell’interior design. Oggi è molto apprezzata per l’uso in pitture murali, stucchi e rivestimenti, grazie a tonalità che richiamano la natura, il calore e la terra, capaci di regalare ambienti rilassanti ma al contempo energizzanti. In cromoterapia viene utilizzata per il suo effetto equilibrante fra emotività e relax. . BIANCA STILO COLOR NOTEBOOK credits: simone furiosi MARZO 2026 MODALITÀ LETTURA

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