Colore & Hobby - Ed. 458 marzo

COLORE & HOBBY |71 VERNICI INDUSTRIALI E OPPORTUNITÀ Il 2025 si è chiuso in un contesto economico complesso per il comparto industriale: la flessione della produzione e il rallentamento del manifatturiero hanno contribuito a una fase di stagnazione che ha interessato non solo l’Italia ma l’intera area dell’eurozona. L’industria ha registrato un calo dei volumi, con impatti evidenti in alcuni indotti -in particolare nell’automotive- e con un andamento altalenante tra momenti di rallentamento e brevi fasi di ripresa. Il 2026 si apre quindi all’insegna della prudenza. Se da un lato si intravedono segnali incoraggianti e la possibilità di una lieve ripresa nella seconda parte dell’anno, dall’altro il quadro resta fortemente condizionato da tensioni geopolitiche, domanda ancora debole e un clima di incertezza che incide su investimenti e fiducia delle imprese. In questo scenario, le aziende sono chiamate a rafforzare la propria capacità di adattamento. Le strategie puntano su flessibilità commerciale, diversificazione degli accordi di fornitura e una gestione attenta delle marginalità. Accanto al tema dei prezzi, influenzati non tanto dalle materie prime quanto da costi energetici, logistici e del lavoro, emerge con forza il valore dei servizi a supporto dei distributori, come consulenza tecnica, formazione e supporto applicativo. Elementi che diventano sempre più centrali per costruire competitività in un mercato instabile e in continua evoluzione. Qual è il bilancio a proposito dell’andamento del mercato dello scorso anno? E quali sono le previsioni per questo appena iniziato? Moreno Peratello • Il mercato durante lo scorso anno ha evidenziato una situazione di stagnazione. Il rallentamento della produzione industriale e del comparto manifatturiero ha inciso in modo significativo, non solo a livello nazionale ma anche nell’intera area dell’eurozona, confermando un contesto economico complesso e caratterizzato da una domanda debole. Per quanto riguarda il 2026, le prospettive appaiono improntate a una certa cautela. Si intravedono infatti segnali di possibili ulteriori rallentamenti, fortemente condizionati dalle tensioni geopolitiche e dall’incertezza che continua a influenzare mercati, investimenti e fiducia delle imprese. Nicola Brugo • Nel 2025 la produzione industriale è calata per il terzo anno consecutivo, e questo ha evidenziato alcune riduzioni di volumi negli indotti industriali, soprattutto nel settore automotive. Nel 2026 ci potrebbe essere una lieve ripresa rispetto al 2025, soprattutto nella seconda metà dell’anno, anche se il

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