Colore & Hobby - Ed. 459 aprile

COLORE & HOBBY |15 Esistono prodotti che appartengono già alla storia del colore e alla memoria di chi li utilizza. Dietro il loro prestigio si celano un’intuizione audace, una ricerca incessante e un legame simbiotico con i professionisti del settore. Oggi vogliamo svelare la storia di uno di questi, Bisaten: non solo le origini, ma le ragioni della sua leadership dopo mezzo secolo. A guidarci in questo racconto è Francesco Di Maria, VP Sales del Colorificio Di Maria. Bisaten: anatomia di un’intuizione Dottor Di Maria, quale episodio o intuizione ha dato origine al prodotto originale? Tutto ebbe inizio nel 1972. Ascoltando le esigenze di un applicatore professionista, il nostro Direttore Tecnico Emilio Di Maria comprese la necessità di creare una pittura dal finish inedito, né lucido né satinato. Nacque così Bisaten, un nome che racchiude in sé l’essenza stessa del prodotto: ‘due volte satinata’. Consapevole della delicatezza di un prodotto a basso PVC, Emilio Di Maria scelse di conferirgli una prerogativa del tutto innovativa per l’epoca: una reale azione antimuffa attiva sulle pareti, superando il limite delle pitture di allora, che limitavano la protezione al solo stato di conservazione all’interno del contenitore. Il traguardo prefissato non era quello di creare una comune pittura antimuffa additivata con blended di principi attivi precostituiti, bensì di sviluppare una formulazione in cui i biocidi risultassero stabilizzati nel tempo. Per evitare le criticità del carbammato dell’epoca -efficace ma poco stabile e tendente a causare l’ingiallimento della pittura- egli scelse di utilizzare principi attivi singoli, ottimizzandone al massimo l’efficacia. Dopo quattro mesi di studi e sperimentazioni condotti sotto la sua diretta supervisione e supportati da rigorosi processi di test accelerati, il lavoro di Emilio Di Maria diede finalmente vita al ‘Bisaten Antimuffa’. Perché questo prodotto è diventato iconico nel tempo? Bisaten ha raggiunto questo status grazie ad una identità memorabile! Che si tratti del suo nome o della sua reputazione, il prodotto è impresso nella mente di imbianchini e professionisti come una scelta sicura, che non si confonde con la massa e garantisce risultati costanti. E poi, la sua longevità. Bisaten non è stato una moda passeggera, ma una soluzione capace di evolversi mantenendo intatta la propria promessa. Un punto di riferimento ininterrotto dal 1972. Nel nostro settore, la qualità di Bisaten è il termine di confronto con cui ogni alternativa deve misurarsi: “È buono come il Bisaten?” è la domanda che decreta il successo di un’icona che funge da bussola per l’intero comparto. Dietro non c’è solo chimica, ma una storia concreta frutto di un dialogo reale con chi lavora in cantiere. Questo legame profondo crea una fiducia che va oltre la funzione tecnica: scegliere Bisaten significa scegliere una tradizione di eccellenza, capace di risolvere i problemi più comuni con una garanzia di efficacia consolidata da decenni. C’è un aneddoto interno all’azienda che racconta la nascita o l’evoluzione del prodotto? Al tempo, nel settore delle pitture, il secchiello era considerato un mero contenitore, e fu ciò che diede l’idea a Emilio Di Maria, che scelse di rompere gli schemi disegnando sul secchiello una croce dal significato inequivocabile. Fu una scelta audace, quasi provocatoria per un mercato che non aveva mai osato guardare oltre la funzionalità del prodotto. Quella croce non era solo un segno grafico ma una dichiarazione d’intenti. Volevamo comunicare visivamente che Bisaten non era solo una pittura, ma una vera e propria sinergia protettiva per le pareti, un presidio attivo contro la muffa. Quella intuizione segnò un punto di non ritorno: da quel momento, il secchiello con la croce smise di essere un contenitore per diventare il simbolo visivo della nostra promessa di igiene negli ambienti domestici. Dato il successo anche commerciale del prodotto -l’unico venduto con certificato di garanzia- molti competitors hanno tentato di replicarne le caratteristiche tecniche ed estetiche. Tuttavia, nessuno è riuscito a eguagliare i nostri standard qualitativi. Qualità e ricerca di un prodotto iconico Quali caratteristiche tecniche lo rendevano premium allora e quali lo rendono premium oggi? La scelta originaria di puntare su singoli principi attivi si è rivelata vincente. E da allora, ogni qualvolta le normative europee hanno imposto restrizioni sull’impiego di tali sostanze, il nostro laboratorio è stato in grado di riformulare il prodotto, garantendo il mantenimento delle performance originali anche a fronte di costi di sviluppo più elevati. Quali innovazioni sono state introdotte nella nuova gamma? Negli anni che seguirono, il prodotto fu presentato sul mercato in varie versioni: da quella ‘Opaca’ negli anni

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