Colore & Hobby - Ed. 459 aprile

22| APRILE 2025 In questo contesto, quali leve strategiche state attivando per affrontare il contesto attuale? Come Akzo Nobel abbiamo un grande potere di acquisto e stiamo cercando di rafforzarlo, razionalizzando le formulazioni senza intervenire sulle gamme e sulla loro funzionalità, ma ottimizzando e centralizzando gli acquisti con meno fornitori e contratti più a lungo termine, procedendo a semplificazioni per essere sempre più indipendenti. Quello che è certo è che la fusione di Akzo Nobel con Axalta avrà sicuramente un effetto positivo che arriverà a cascata in tutti i Paesi dove il gruppo è operativo, anche in Italia. Questo vale ancora di più per quel che concerne il comparto R&D… La fusione con Axalta è importantissima per l’ambito R&D: si pensi che ci sono circa 13.000 persone dedicate solo alla ricerca e allo sviluppo. Axalta ha una specializzazione marcata nella carrozzeria, nelle polveri, nell’industria e in alcune specialità come l’anticorrosione, ma non ha una divisione edilizia altrettanto sviluppata e questo significa che il patrimonio di formule e di prodotti messi a punto per l’edilizia in Europa e in Italia fino ad oggi non rischia nulla, al contrario trarrà beneficio dalla dimensione globale del Gruppo. I margini di complementarità sono infinitamente maggiori rispetto a quelli di sovrapposizione. Il comparto R&D, tra l’altro, è gestito a due livelli: centralmente e localmente. I due comparti interagiscono e, in particolare, in Italia abbiamo un laboratorio di grandissima esperienza e molto indipendente che, al netto delle razionalizzazioni, può operare direttamente sulle formulazioni dei prodotti in base alle esigenze del territorio e questo ci permette di essere più creativi e più veloci. Tra gli argomenti caldi del momento c’è, senza dubbio, quello della sostenibilità… La sostenibilità va veicolata in vari modi. Prima di tutto l’azienda deve esserne promotrice, strutturalmente e da un punto di vista industriale. E, in questo, il sito di Castelletto Ticino è un esempio virtuoso e all’avanguardia. Poi, la sostenibilità deve entrare a far parte del percorso di ideazione, creazione e formulazione dei prodotti, per esempio, quelli a zero VOC, o che utilizzano le nanotecnologie e tutto deve essere trasmesso alla committenza che deve recepirlo e inserire queste referenze nei capitolati. Quindi, è il turno dei distributori che devono trasferire questi concetti agli applicatori e, a valle, al cliente finale. È un percorso di formazione e informazione che deve mostrare anche le opportunità che ci sono negli aspetti green, come quelle di qualificare ulteriormente la propria attività e di porre in rilievo ciò che fanno gli operatori della filiera. I brand Akzo Nobel, la distribuzione e gli artigiani Akzo Nobel è presente da tempo sul mercato italiano con Sikkens e Herbol, due brand che non hanno bisogno di presentazioni… Certamente no anche se dedichiamo a questi due brand costante ricerca e continue attenzioni. Più in dettaglio, per ciò che concerne Sikkens, stiamo investendo su innovazioni tecnologiche e certificazioni di prodotti con l’obiettivo OPINIONI SIMONE MAZZOLI “Il distributore del futuro deve essere un vero professionista: solo in questo modo e attraverso questa specifica caratterizzazione si distinguerà tra i concorrenti e avrà elementi operativi e spunti progettuali da offrire in grado di fare la differenza.”

RkJQdWJsaXNoZXIy MTI4NzA=