Colore & Hobby - Ed. 459 aprile

COLORE & HOBBY |39 Da sinistra, Giovanni, Marta e Michele Feroni. Nato come produttore di solventi e diluenti, il Colorificio Feroni ha saputo ridefinire nel tempo la propria identità, diventando un punto di riferimento nelle vernici per legno, con una forte vocazione per le applicazioni in esterno. Un’evoluzione guidata da intuizioni strategiche, come la scelta di presidiare nicchie ad alto valore aggiunto, e sostenuta da una solida competenza chimica e da un rapporto diretto con il territorio e i suoi artigiani. A segnare profondamente il percorso aziendale è stato anche l’incendio del 2018, un evento critico che ha messo alla prova l’organizzazione, trasformandosi però in occasione di rilancio e ottimizzazione dei processi. Oggi l’azienda si presenta come una struttura snella ma altamente organizzata, capace di coniugare produzione interna, controllo qualità e supporto specialistico avanzato. Con un modello distributivo che integra logistica efficiente, formazione e assistenza al cliente, Feroni continua a distinguersi in un mercato competitivo, puntando su innovazione, sostenibilità e specializzazione. Ne abbiamo parlato con Michele Feroni, che si occupa della strategia e della gestione generale; Giovanni Feroni, impegnato nel rapporto con la rivendita e l’industria, e Marta Feroni che si occupa di amministrazione e contabilità. Partiamo dall’inizio della storia del Colorificio Feroni, un’azienda di solventi che si è trasformata in specialista delle vernici per legno… Michele Feroni- Mio padre, Giuseppe, ha iniziato l’attività con la produzione di solventi e diluenti; in seguito, dopo il trasferimento in questo sito a Oppeano, ha cominciato a produrre vernici per legno sfruttando, in questo modo, la collaborazione già avviata con le aziende del distretto del mobile. Poi la vera intuizione, ovvero la scelta di presidiare la nicchia degli impregnanti e delle finiture per esterno. A quel punto, grazie alla competenza consolidata in campo chimico e alla presenza già attiva presso le rivendite con solventi e diluenti, è stato fisiologico diventare specialisti e declinare i nostri prodotti per i distributori e gli artigiani. Nel 2018 c’è stato il grave incendio: qual è stata la reazione del Colorificio? Michele Feroni- Il 2018 è stato un anno che non dimenticheremo facilmente: l’incendio ha colpito duramente il nostro magazzino logistico, praticamente il cuore delle spedizioni, ma la reazione è stata immediata e corale. Abbiamo lavorato sodo e abbiamo trovato subito un magazzino temporaneo che avesse le caratteristiche giuste: ci muovevamo continuamente per trasportare i materiali e preparare i bancali, mentre in parallelo seguivamo la ricostruzione della nuova struttura. È stato un vero lavoro di squadra e la cosa incredibile, quasi paradossale, è che, nonostante l’emergenza, abbiamo chiuso l’anno con un +10% di fatturato. Giovanni Feroni- In quel momento abbiamo capito quanto i nostri clienti ci fossero legati: non ci hanno abbandonato e noi, per non deluderli, ci siamo impegnati ancora di più. Abbiamo approfittato della ricostruzione, terminata a fine 2019, per riorganizzarci meglio, inserendo i materiali più richiesti e ottimizzando i flussi. Oggi quella prontezza è diventata il nostro marchio di fabbrica, tanto che riusciamo a garantire l’evasione degli ordini anche in giornata. Alla fine, da un disastro siamo riusciti a costruire una realtà ancora più solida e veloce. Come è strutturata oggi l’azienda? Michele Feroni- Oggi il Colorificio Feroni è una realtà di 17 collaboratori e da dimensione familiare è diventato una struttura organizzata e dinamica. Il cuore dell’attività

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