40| APRILE 2026 produttiva è suddiviso in tre linee distinte dedicate a diluenti, basi per impregnanti e finiture, affiancate da un reparto interno di macinazione e raffinazione che permette all’azienda di autoprodurre i propri coloranti. Questa autonomia tecnica è supportata da un laboratorio specializzato dove tre professionisti si occupano non solo della ricerca e sviluppo per intercettare le nicchie di mercato, ma anche del controllo qualità: ogni lotto viene, infatti, collaudato, timbrato e campionato per garantire la massima affidabilità nel tempo. La gestione delle materie prime segue protocolli rigorosi per garantire sicurezza e qualità costante. Per lo stoccaggio del materiale sfuso vengono impiegati serbatoi con una capacità di 80 metri cubi ciascuno; i solventi vengono conservati in serbatoi interrati, mentre le resine trovano posto in appositi silos situati all’interno della proprietà e i prodotti all’acqua sono gestiti in contenitori dedicati. Oltre alla produzione, Feroni ha scelto di strutturarsi internamente per affrontare la complessità delle normative vigenti, dedicando una figura qualificata esclusivamente alla gestione delle schede di sicurezza, dell’etichettatura CLP e della tracciabilità dei rifiuti, offrendo così un prezioso servizio di affiancamento professionale molto apprezzato dai clienti. Giovanni Feroni- Sul piano commerciale, l’azienda sta potenziando la propria rete nel centro-nord Italia attraverso l’inserimento di nuovi agenti, puntando a una presenza sempre più capillare nella rivendita strutturata e nella carpenteria. La forza di questa organizzazione è nella sua capacità di reazione: pur crescendo, Feroni mantiene la flessibilità tipica di una struttura snella. Come è organizzata la distribuzione del Colorificio Feroni? Giovanni Feroni- Il nostro modello distributivo non si limita alla semplice fornitura di prodotto, ma si configura come un servizio tecnico. Investiamo massicciamente nella formazione sul punto vendita, affiancando i banconieri per trasformarli in consulenti capaci di consigliare cicli tecnici corretti per il legno. Questa strategia permette di elevare il livello professionale della rivendita, aumentando la fiducia del cliente finale e, di conseguenza, il fatturato del negozio. Feroni distribuisce attraverso il canale professionale e industriale che comprende realtà ad alta specializzazione come la nautica, la carrozzeria e la segnaletica stradale. In definitiva, la distribuzione Feroni si muove su un doppio binario: da un lato l’agilità e la velocità di consegna, dall’altro una consulenza tecnica costante che segue il prodotto lungo tutta la filiera. Come descrivereste gli artigiani che sono vostri interlocutori? Michele Feroni- L’artigiano rappresenta l’interlocutore ideale, quello che ci dà più soddisfazioni perché ci permette di parlare un linguaggio tecnico e di proporre veri e propri cicli applicativi, andando oltre la semplice vendita del barattolo. È un interlocutore che apprezza enormemente l’assistenza professionale: quando riusciamo a risolvere un suo problema specifico in cantiere o in officina, si crea un legame di fiducia che è alla base del nostro modo di lavorare. Tuttavia, vediamo che c’è ancora moltissimo lavoro da fare sul fronte della specializzazione. Spesso ci confrontiamo con professionisti che si appoggiano a rivenditori generalisti, i quali non sempre hanno le competenze verticali necessarie sul mondo del legno. Proprio per questo investiamo tanto nella formazione diretta sul punto vendita: vogliamo che l’artigiano riceva i consigli corretti per affrontare ogni sfida, che si tratti di un esterno in alta montagna o di una finitura particolare. Giovanni Feroni- Quando l’artigiano vede il risultato, lo tocca con mano e capisce che quel prodotto gli semplifica la vita e garantisce una durata ATTUALITÀ AZIENDE
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