COLORE & HOBBY |55 Il contesto sociopolitico internazionale sta incidendo in modo sempre più concreto sulle strategie delle aziende del comparto, trasformando una fase già complessa in un vero cambio di paradigma. Più che la disponibilità delle materie prime, a pesare sono oggi l’instabilità e la volatilità dei costi -energetici, logistici e delle commodities chimiche- che rendono difficile pianificare e impongono continui adeguamenti lungo tutta la filiera. Le principali tensioni si concentrano a monte, tra approvvigionamenti e fornitori, ma si riflettono inevitabilmente anche a valle, coinvolgendo distribuzione e mercato finale. In parallelo, il mercato italiano del 2026 si muove in una fase di stasi e selezione: archiviata la spinta dei bonus edilizi, emerge un contesto più prudente, con minore propensione all’investimento ma maggiore attenzione a qualità, servizio e affidabilità. Più che attendere, le imprese stanno ripensando il proprio posizionamento, adattando offerta e strategie a una domanda in evoluzione e sempre più segmentata. In che modo e con che peso il contesto sociopolitico internazionale sta influenzando concretamente le scelte delle aziende del settore? Dove si stanno concentrando oggi le maggiori tensioni lungo la filiera? Michele, Giovanni e Marta Feroni • Oggi il contesto incide parecchio, soprattutto sul fronte dei costi. Più che la disponibilità delle materie prime, il vero problema sono stati i prezzi, che sono cambiati in modo molto rapido e significativo. Questo crea difficoltà perché devi continuamente rivedere i listini e, allo stesso tempo, spiegare al cliente il perché di questi aumenti. Le tensioni principali le vediamo sui solventi e sulle materie prime chimiche in generale. Anche la pianificazione è cambiata molto: non si lavora più “al bisogno”, ma si deve programmare tutto con più anticipo e con maggiore prudenza. Roberto Aiello • Il contesto sociopolitico internazionale continua a incidere in modo concreto sulle scelte delle aziende del nostro settore. Oggi il tema non è soltanto l’aumento dei costi, ma soprattutto l’instabilità, che rende più complessa la pianificazione industriale, la gestione degli approvvigionamenti e l’equilibrio complessivo della filiera. Le tensioni maggiori si concentrano su tre fronti. Il primo riguarda materie prime, energia e logistica, che restano esposte a oscillazioni difficili da prevedere. Il secondo riguarda la pressione normativa, che impone continui adeguamenti tecnici, documentali e organizzativi. Il terzo riguarda il mercato. In Colorificio Sammarinese siamo consapevoli che oggi il mercato chieda alle aziende di essere più veloci, più affidabili e più chiare nel proprio posizionamento. In uno scenario come questo, per noi il vero elemento distintivo non è inseguire semplicemente il prezzo, ma garantire continuità, conformità e qualità del servizio. È questa la condizione che oggi permette di trasferire fiducia lungo tutta la filiera. Matteo Spaventa • Il nostro è un comparto strutturalmente esposto alle dinamiche globali: dipendiamo da catene di approvvigionamento lunghe, ad alta intensità energetica, in cui ogni perturbazione -geopolitica, logistica, valutaria- si trasmette rapidamente lungo tutta la filiera. Quello che stiamo vivendo nel 2026 non è un’emergenza puntuale, è un cambio di paradigma: il contesto di
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