Colore & Hobby - Ed. 459 aprile

56| APRILE 2026 relativa prevedibilità su cui le aziende del settore hanno costruito i propri modelli operativi non esiste più. Le tensioni più significative si concentrano oggi a monte della filiera -approvvigionamento di materie prime, costo dell’energia, stabilità dei noli- e impongono a chi produce di ripensare strutturalmente la gestione delle forniture: diversificazione delle fonti, flessibilità produttiva, capacità di assorbire volatilità senza scaricarla interamente a valle. Per un’azienda come Di Donato, questo significa fare leva sugli investimenti in capacità industriale -come il nostro stabilimento di Pianella (PE), impianto ad alta efficienza energetica- per trasformare la solidità produttiva in un vantaggio competitivo reale. Filippo Sacchetti • Nei momenti di incertezza tutti stanno a guardare ciò che accade nell’immediato e non fanno più piani a lunga scadenza. Le tensioni si stanno concentrando lungo tutta la filiera, ma penso che le maggiori criticità si registrino all’inizio, per fornitori di materie prime, e alla fine, per i rivenditori. Francesco Di Maria • L’instabilità sociopolitica sta influenzando in modo determinante le scelte aziendali, in primis quella legata alla minaccia percepita dalla supply chain che a ricaduta si ribalta sui costi delle materie prime. L’azienda per attenuare tale fenomeno -in alcuni casi anche speculativo- adottato dalle multinazionali, sta attuando delle strategie commerciali di approvvigionamento con relativi surplus di costi per evitare tali ricadute sull’utente finale. Fabio Stefanini • L’attuale scenario sociopolitico internazionale sta generando importanti tensioni nel mercato delle vernici. Il forte incremento delle materie prime, dei costi di trasporto ed energetici ci vede costretti ad attenzionare una produzione più territoriale per garantire stabilità ai rivenditori. Silla Giusti • L’attuale contesto economico sta impattando il mercato dell’edilizia attraverso tre dinamiche principali: l’imprevedibilità delle tendenze di mercato, il rischio di accelerazione inflazionistica e, negli scenari più critici, la potenziale interruzione dei meccanismi di trasmissione lungo la filiera produttiva. Diverse associazioni di settore a livello europeo hanno espresso queste preoccupazioni. Tuttavia, ritengo che ci troviamo ancora in una fase di incertezza dove rimangono aperti molteplici scenari evolutivi, la cui realizzazione dipenderà principalmente dalla durata della crisi energetica in corso. La situazione presenta analogie con quanto accaduto durante la pandemia COVID-19 -l’ultima grande discontinuità di mercato- quando diversi esiti erano plausibili fino al superamento della fase critica e alla chiara definizione degli effetti delle misure incentivanti adottate in Italia. Alessandro Bonoli • Il contesto sociopolitico internazionale continua ad avere un impatto rilevante, soprattutto in termini di instabilità delle forniture, volatilità dei costi energetici e pressione sui prezzi delle materie prime. Tuttavia, più che reagire nel breve periodo, come gruppo FIXIT Gruppe stiamo adottando un approccio strutturale. Le principali tensioni lungo la filiera si concentrano oggi su approvvigionamenti, logistica e sostenibilità normativa. Per questo motivo, il nostro focus è sull’ottimizzazione dei processi produttivi e logistici in ottica di riduzione degli sprechi, efficientamento energetico e utilizzo responsabile delle risorse. Questo approccio ci consente non solo di mitigare i rischi, ma anche di costruire una maggiore resilienza nel lungo periodo. FOCUS EDILIZIA PROFESSIONALE MERCATO tutte le voci del conto economico, dovendo, in alcuni casi, rivedere a rialzo i listini e le politiche di trasporto. La filiera produttiva, in questo momento, è la più penalizzata. Mario Paganelli • In un contesto già di per sé difficile, le nuove tensioni internazionali rendono il quadro ancora più complesso e denso di maggiori incognite. In effetti, rispetto ad una domanda stagnante, potevamo ancora contare su una certa stabilità sul lato costi, che poteva dare alcune certezze alle aziende almeno per il primo semestre. Il nuovo scenario ha determinato immediatamente un aumento generalizzato su trasporti e materie prime che indubbiamente dovranno essere scaricati a valle, con tutte le difficoltà del caso vista la sostanziale immobilità del mercato. Stefano Deri • Il contesto geopolitico internazionale continua a generare pressioni significative lungo tutta la filiera dei prodotti per l’edilizia professionale. Le tensioni in Medio Oriente stanno spingendo in alto il prezzo del petrolio, con effetti a cascata su trasporti, energia e chimica di base. A ciò si aggiungono la problematica geografica legata alla non chiarezza nel passaggio dallo stretto di Hormuz, un aumento dei noli marittimi e restrizioni assicurative che stanno riducendo la disponibilità di materie prime strategiche come resine e solventi. Per Mapei, questo si traduce in una necessaria revisione delle politiche di approvvigionamento, una maggiore diversificazione geografica dei fornitori e una gestione più dinamica degli stock. Nicoletta Nespoli • L’instabilità geopolitica influenza i costi delle materie, la logistica e la continuità degli approvvigionamenti. Come produttori, la scelta vincente è la diversificazione dei fornitori e, dove possibile, il ritorno a

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