Colore & Hobby - Ed. 459 aprile

COLORE & HOBBY |57 Per quanto ci riguarda, questa evoluzione ci trova pronti. In Colorificio Sammarinese, anche grazie alla specializzazione dei nostri business e al presidio dei brand Colsam e Rival per l’edilizia, stiamo lavorando da tempo per proporre sistemi e cicli conformi, capaci di rispondere in modo efficace alle voci di capitolato richieste nelle grandi opere e negli interventi di genio civile, con l’obiettivo di offrire al mercato soluzioni affidabili, coerenti e immediatamente utilizzabili. Matteo Spaventa • I primi mesi del 2026 confermano una fase di stasi che non è crollo ma nemmeno ripresa. La fine dei bonus fiscali ha ridimensionato la domanda professionale, soprattutto per esterni, mentre il segmento interni tiene grazie alla domanda residenziale e alla crescente attenzione verso prodotti a valore aggiunto. Più che prudenza, nella nostra rete distributiva osserviamo un processo di selezione: i rivenditori scelgono con più attenzione i partner, privilegiando chi offre non solo prodotto ma anche servizio, formazione e supporto. In questo contesto, noi abbiamo scelto di investire in controtendenza. Nel 2026 abbiamo ampliato il perimetro del marchio IVC -storicamente legato ai prodotti vernicianti- con l’integrazione dell’altro nostro marchio HEX e, quindi, l’ingresso nel segmento malte e premiscelati, e continuiamo a sviluppare Art’e Style come riferimento nelle materie decorative. Il nostro cinquantesimo anniversario aziendale non è un’operazione celebrativa: è l’occasione per riaffermare un posizionamento e una direzione. Filippo Sacchetti • Penso che questo sia un anno di prudenza e attesa. Francesco Di Maria • Dai numeri pubblicati dalle associazioni di settore sembrerebbe confermata tale Il mercato italiano 2026 sta mostrando segnali di discontinuità oppure conferma le difficoltà già emerse lo scorso anno? Pensate che ci sia più prudenza o attesa oppure, ancora, un processo di ripensamento delle proprie strategie e attività? Michele, Giovanni e Marta Feroni • Non vedo un mercato in forte crescita o in forte calo, ma piuttosto un mercato più fermo, o, comunque, in una fase di attesa. C’è meno propensione a investire rispetto a qualche anno fa e si percepisce molta più cautela. Dopo il periodo degli incentivi, in particolare il 110%, era abbastanza prevedibile un rallentamento. Ora si sta tornando a una situazione più reale, più normale, ma sicuramente il clima è più prudente e con meno visibilità rispetto al passato. Roberto Aiello • A nostro avviso, il mercato italiano del 2026 sta mostrando una discontinuità piuttosto evidente rispetto al 2025, anche se si tratta di una dinamica che aveva già iniziato a delinearsi nel corso del 2024. Più che di un semplice rallentamento, oggi è più corretto parlare di una vera rotazione del mercato. Stiamo osservando una crescente attenzione verso le grandi opere e il genio civile, mentre il comparto residenziale continua a evidenziare una contrazione o, comunque, una minore spinta rispetto al passato. Questo scenario sta portando le aziende a ripensare in modo più concreto le proprie priorità, sia in termini di offerta sia in termini di presidio commerciale e tecnico. Non si tratta soltanto di prudenza o di attesa. Si tratta, piuttosto, di comprendere dove si sta spostando la domanda e di verificare se si è realmente attrezzati per intercettarla.

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