Colore & Hobby - Ed. 459 aprile

58| APRILE 2026 discontinuità anche nel 2026; nel nostro caso specifico l’abbiamo constatata solo in parte nel primo trimestre, ma a essere onesti, non riusciamo a attribuire quanto è dovuto all’instabilità geopolitica, piuttosto alle avverse condizioni meteorologiche nel bimestre febbraio-marzo. Fabio Stefanini • Nel primo trimestre il mercato dell’edilizia conferma le difficoltà emerse lo scorso anno, molto penalizzato, soprattutto a Sud, anche dal tempo instabile. Si stanno osservando le evoluzioni anche in virtù dell’attuale situazione sociopolitica, ma il processo di cambiamento della distribuzione, iniziato già da qualche anno, sta procedendo. Mario Paganelli • Riscontriamo una sostanziale continuità con l’ultimo biennio, cioè un quadro stabile senza sussulti nel mondo delle pitture tradizionali per edilizia, sia per interno sia per esterno, e un costante arretramento dei prodotti facenti parte del pacchetto efficientamento energetico (cappotto) e dei prodotti rivolti alla ristrutturazione privata. Il post Superbonus non ha ancora trovato delle risposte concrete sul come far ripartire il settore e penso che avremo questo quadro per almeno un paio di anni. Le aziende stanno cercando di massimizzare quel poco che il mercato offre in attesa di sviluppi da parte della politica sul lato politiche a sostegno del settore. Stefano Deri • Il 2026 rispetto al 2025 ha previsioni anche meno negative e, in particolare, la parte relativa al residenziale torna in positivo, seppur minimo, dopo la fine della stagione dei bonus. Questo elemento è particolarmente positivo se pensiamo alla distribuzione che fatica, invece, a intercettare i lavori legati a infrastrutture e progetti di grandi dimensioni. Questo fatto, legato alla conclusione del PNRR, consente un cauto ottimismo sul 2026. È evidente che la situazione internazionale attuale non aiuta a dare la serenità necessaria per fare investimenti sulla propria abitazione ma nel complesso si ritiene che il 2026 possa dare interessanti soddisfazioni. Nicoletta Nespoli • Dopo l’era dei bonus edilizi, il 2026 non è necessariamente un anno di crisi, ma di selezione qualitativa. C’è meno frenesia e più attenzione alla durabilità. Il mercato non sta solo “aspettando”, sta ripensando le priorità: il professionista oggi cerca uno strumento che gli faccia risparmiare tempo per ottimizzare il costo della manodopera. Silla Giusti • Alcuni trend di lungo periodo -come il consolidamento dei volumi di mercato e la tendenza degli operatori verso processi di aggregazione- stanno proseguendo il loro corso. Per quanto riguarda gli investimenti in edilizia, il 2026 era inizialmente previsto come un anno di moderata ripresa, sostenuto dalla convergenza tra l’impatto del PNRR e i diversi eco-incentivi destinati alle ristrutturazioni. Tuttavia, i recenti sviluppi del contesto internazionale e la possibile persistenza della crisi energetica, con le conseguenti pressioni inflazionistiche, rischiano di compromettere queste aspettative di crescita. Ritengo che tali dinamiche non solo confermeranno il trend di aggregazione tra gli attori del settore, ma spingeranno i diversi produttori ad accelerare le rispettive strategie di posizionamento competitivo. Alessandro Bonoli • Il 2026 sta mostrando una continuità rispetto alle difficoltà del 2025. Le aziende e i distributori stanno diventando più selettivi, orientandosi verso prodotti ad alto valore aggiunto, servizi tecnici e soluzioni sostenibili. La prudenza è presente, ma si accompagna a una crescente attenzione all’efficienza e alla differenziazione dell’offerta, elementi ormai fondamentali per rimanere competitivi. . FOCUS EDILIZIA PROFESSIONALE MERCATO

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