COLORE & HOBBY |89 filippo colonna L’avvio della procedura di infrazione da parte della Commissione Europea nei confronti dell’Italia e di altri 18 Stati membri per il mancato invio del Piano Nazionale di Ristrutturazione entro il 31 dicembre 2025 riporta al centro del dibattito la concreta attuazione della direttiva EPBD IV. Un passaggio cruciale che, oltre agli aspetti normativi, ha implicazioni dirette sulla programmazione degli investimenti e sull’evoluzione del mercato della riqualificazione energetica. In questo scenario, il ruolo della filiera delle finiture per l’edilizia -dai sistemi a cappotto ai prodotti vernicianti- diventa sempre più strategico per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione al 2050. Ne parliamo con Filippo Colonna, il nuovo presidente di Cortexa. Alla luce della procedura di infrazione avviata contro l’Italia per il ritardo sul piano nazionale di ristrutturazione previsto dalla EPBD IV, quali impatti immediati prevede per il mercato della riqualificazione e, in particolare, per il comparto dei sistemi di isolamento e finitura? La procedura di infrazione è stata avviata nei confronti di altri importanti Paesi, presumibilmente per la complessità della questione, che non riguarda solo interventi di tipo tecnico bensì la capacità degli Stati di garantire una copertura economica del piano. Sappiamo che l’Italia, tramite ENEA, ha effettuato un lavoro tecnico eccellente per la mappatura del patrimonio immobiliare e siamo fiduciosi che si stia lavorando con la massima attenzione anche al piano di ristrutturazione. Nell’immediato, la mancata consegna del piano nazionale di ristrutturazione non muta lo scenario di stabilità per il mercato dei prodotti professionali per l’edilizia, ma l’impatto potrebbe essere rilevante se anche a maggio l’Italia non fosse pronta per la consegna di tale documento. Ciò potrebbe significare che l’implementazione dell’EPBD slitterebbe al 2027 o oltre. Le aziende del nostro settore, avendo investito in risorse, capacità produttive e formazione continua, sono pronte sin da oggi per supportare un’adozione rapida della direttiva. Nel frattempo, è fondamentale continuare a lavorare per diffondere una vera cultura della qualità nel costruito, in grado di stimolare una crescita anche qualitativa dei lavori. I dati dimostrano che efficienza energetica e comfort sono sempre di più al centro delle scelte progettuali e del mercato immobiliare. Lo dimostrano le analisi del nostro Centro Studi: con 28 milioni di metri quadrati di sistemi a cappotto installati in Italia nel 2025, siamo ben lontani dai livelli di mercato del periodo precedente al Superbonus (nel 2020 i metri quadrati installati erano stati 17). Ciò significa che si è compresa l’importanza di adottare il sistema a cappotto per ridurre gli sprechi di energia e incrementare il comfort e il valore degli edifici. Tuttavia, senza un vero piano di intervento sul nostro patrimonio edilizio (che per oltre il 70% è databile prima delle prime leggi sul contenimento energetico in edilizia), difficilmente le prospettive potranno cambiare. I Piani Nazionali di Ristrutturazione dovrebbero garantire ‘stabilità e prevedibilità degli investimenti’: oggi questa mancanza quanto sta frenando le decisioni di imprese e applicatori nel settore dei sistemi a
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