90| APRILE 2026 cappotto e delle soluzioni vernicianti evolute? Indipendentemente dal recepimento dell’EPBD e dagli incentivi fiscali, è difficile, se non impossibile, realizzare nuove costruzioni o interventi di riqualificazione energetica senza l’isolamento termico dell’involucro, che è la misura in assoluto più importante, in quanto l’unica capace di eliminare le dispersioni e gli sprechi energetici dell’involucro. Ciò significa che il sistema a cappotto resta centrale per tutti gli attori, dal committente all’impresa all’applicatore, anche in assenza di particolari politiche incentivanti. Tuttavia, senza un piano di azione a lungo termine, considerato il numero di edifici potenzialmente coinvolti, sarà difficile raggiungere gli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione del costruito. Per questo chiediamo alle istituzioni di non attendere oltre, finalizzando e concretizzando quanto prima il nuovo piano nazionale di riqualificazione degli edifici. Per quanto riguarda le soluzioni vernicianti, stiamo andando verso una domanda sempre più caratterizzata da richieste di semplicità di posa, resa ottimizzata, durabilità e ridotta manutenzione, nella consapevolezza che investire bene oggi per proteggere la facciata significa spendere meno domani. Sicuramente anche i sistemi vernicianti evoluti avranno un’ulteriore spinta se si dovesse implementare la Direttiva EPBD. In vista delle scadenze 2030 e 2035 sui consumi energetici degli edifici, quale ruolo strategico potranno giocare i sistemi ETICS e le tecnologie di finitura superficiale nel raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione? Il sistema a cappotto svolge un ruolo determinante, perché consente di ridurre i consumi energetici di un edificio fino al 45% (più del doppio rispetto a quanto prevede l’EPBD per il 2035) e abbattere le emissioni di CO2 fino al 50%. Il sistema a cappotto deve essere la base di tutti gli interventi integrati, in coerenza con il principio dell’“Energy Efficiency First”, secondo cui prima di intervenire sugli impianti o sulle fonti energetiche o su altri aspetti dell’immobile, è necessario eliminare gli sprechi, rendendo l’edificio efficiente. I dati di ENEA sui progetti finanziati con Ecobonus confermano che rispetto a tutti gli altri sistemi incentivabili, il sistema a cappotto è la misura che genera il maggior risparmio energetico a fronte del minor costo per kWh risparmiato1. Inoltre, un edificio riqualificato con un sistema a cappotto realizzato secondo i criteri di qualità Cortexa, nell’arco di 40 anni può risparmiare oltre 80 volte l’energia impiegata per la sua produzione. I motivi per scegliere il sistema a cappotto abbracciano tematiche ambientali ma anche sociali ed economiche. Le nostre città sono caratterizzate da edifici obsoleti ed energivori che causano oltre il 40% dei consumi energetici di tutta l’Italia (dovuti per il 69% al riscaldamento e al raffrescamento degli immobili) e il 36% delle emissioni di CO2, in un Paese dove i livelli di inquinamento spesso superano le soglie consigliate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Questo in un contesto in cui il 9% delle famiglie italiane non ha la possibilità di pagare le bollette per riscaldare adeguatamente la propria abitazione e in un Paese, l’Italia, che importa il 75% dell’energia necessaria per coprire il fabbisogno nazionale. Il sistema a cappotto genera posti FOCUS EDILIZIA PROFESSIONALE CORTEXA 1 Fonte: “Rapporto Annuale Detrazioni sulle Detrazioni Fiscali 2025” a cura di ENEA. Interventi finanziati con Ecobonus nel 2024: il sistema a cappotto è la misura più efficace (risparmio di 19,4 MWh/anno) e più efficiente (costo dell’energia risparmiata 0,09 euro/ kWh) rispetto a tutti gli altri interventi finanziati (riqualificazione globale involucro e impianto; sostituzione serramenti; installazione schermature solari; installazione pannelli solari per ACS; sostituzione impianto riscaldamento; installazione building automation).
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