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Nel 2023 l’Italia è stata il primo mercato europeo per i sistemi a cappotto, con 50 milioni di metri quadri realizzati, pari all’isolamento di oltre 83.000 condomìni. Un risultato importante, seguito però da una flessione del 30% nel 2024, causata soprattutto dal venir meno di incentivi come il Superbonus. Il 2025 si conferma un anno di transizione, in attesa dell’implementazione della Direttiva EPBD.
Nonostante il rallentamento, il sistema a cappotto resta il principale alleato dell’efficienza energetica degli edifici. Secondo Cortexa, l’associazione di riferimento dal 2007, l’isolamento dell’involucro è l’intervento prioritario per ridurre realmente i consumi, in linea con il principio europeo “Energy Efficiency First”: prima si elimina la dispersione, poi si investe su impianti e rinnovabili.
Un cappotto di qualità consente risparmi energetici del 30–33% per una villetta e fino al 40–45% per un condominio, rendendo l’efficienza una leva concreta sia ambientale sia economica. Tuttavia, per riqualificare i circa 5 milioni di edifici che ne avrebbero bisogno, è indispensabile un piano strutturale di incentivi, considerando anche il problema della povertà energetica, che coinvolge quasi il 10% delle famiglie italiane.
Cortexa promuove anche la qualità certificata dei sistemi, la formazione degli operatori e l’adozione delle norme UNI 11715 e UNI TR 11716 per progettazione e posa. Il cappotto, inoltre, si dimostra efficace anche su edifici storici, grazie a nuove finiture compatibili con vincoli architettonici e paesaggistici.
Perché l’unica energia che non impatta sull’ambiente è quella che non viene sprecata.



