Assovernici: la sostenibilità è un’esigenza condivisa

  • 12 Gennaio 2023

Giovanni Marsili, presidente di Assovernici, quando racconta quali siano i grandi temi ispiratori del suo mandato, non dimentica certo la sostenibilità.

Assovernici ha divulgato da poco un documento sui ‘green claims’, una guida indicativa sulle diciture corrette e su quelle ingannevoli riguardanti i prodotti sostenibili. “La sostenibilità -dice Marsili- non è certo un argomento nuovo: sono trent’anni che si lavora in questa direzione guidati da apparati normativi cogenti, da motivi economici incipienti, dalle nuove performance richieste ai prodotti e da una nuova sensibilità comune e trasversale verso l’argomento. La materia è vasta e, purtroppo, in molti casi, la descrizione della sostenibilità di un prodotto o di un sistema può incorrere in terminologie scorrette e fuorvianti. Assovernici non si occupa di convalidare e constatare i contenuti delle pitture o i processi produttivi, ma nel nome di una coerenza informativa abbiamo pensato che fosse interessante spiegare le terminologie e aiutare i consumatori a comprenderne bene significati veri e ingannevoli.”

I prodotti sono diventati più sostenibili: “Il nostro mondo -continua Marsili- sta subendo un cambio di passo formulativo e stiamo andando tutti nella direzione della sostenibilità, della riutilizzabilità e della riciclabilità. Tutti gli associati lavorano per incrementare la qualità, intesa come durata e inalterabilità delle superfici verniciate, per diminuire i costi della verniciatura attraverso la semplificazione delle fasi di applicazione e la riduzione delle quantità di prodotto impiegate e per adattare le formulazioni dei prodotti vernicianti in funzione delle continue innovazioni proposte al fine di garantirne la massima efficienza.”

Ma per la concretizzazione della sostenibilità dei prodotti e dei cicli produttivi pesano di più le indicazioni delle normative vigenti o il bisogno collettivo che va in questa direzione? “Sono due elementi che concorrono in ugual modo -spiega- a creare un mercato virtuoso nella direzione della sostenibilità. La normativa deve regolamentare e tracciare la strada comune per raggiungere l’obiettivo della sostenibilità al punto che dovrebbero esserci leggi che vietano i prodotti che non devono essere usati. Le leggi servono per fare ancora più chiarezza sul mercato e tra i concorrenti ma non devono perdere di vista gli elementi che possono concorrere a ostacolare la corsa verso l’obiettivo. D’altronde, nel sentire comune, il concetto di sostenibilità è sempre più frequentemente affiancato a quello della qualità dei prodotti e quindi i due aspetti si influenzano l’un l’altro diventando importanti parametri di scelta. Affinché la produzione sostenibile diventi abituale è necessario che si crei un’economia circolare in cui si colgano tutti i vantaggi, anche economici, che sono insiti nelle operazioni legate ai parametri sostenibili.”

Leggi l’intervista su Colore&Hobby

 

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