Bonus Facciate: cosa ne pensano i produttori di vernici per edilizia?

  • 03 Giugno 2020

Dall’inizio di quest’anno è stato previsto il Bonus Facciate per il recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti e la maggior parte dei produttori di pitture e vernici per l’edilizia esprime un parere generalmente positivo su questo nuovo strumento pur evidenziando alcune criticità.

“Finalmente – afferma Roberto Meregalli (AkzoNobel) – dopo almeno due decenni di incentivi fiscali per il patrimonio edilizio, qualcosa di chiaro e concreto anche per i nostri prodotti vernicianti, uno stimolo all’economia, alle persone a rendere le facciate delle proprie abitazioni più belle, più protette e più colorate”. D’accordo anche Marco Canciani (ARD F.lli Raccanello), che giudica il provvedimento “veramente molto d’aiuto per il nostro settore”, Paolo Paulin (Colorificio Paulin) e Massimiliano Pietrelli (Colorificio Giolli), che spera “venga prorogato anche nel 2021 perché quest’anno la tragedia del Covid-19 ne ridimensionerà certamente la portata”.

Nella stessa ottica, Fabrizio Moretti (Colorificio MP) prevede che “la richiesta maggiore sarà di pitture per esterni, ma confidiamo che l’installazione delle impalcature e i contributi previsti per queste ultime favoriscano anche la richiesta di interventi più complessi di ripristino, in modo da mobilitare maggiormente l’intero comparto edile”. Allo stesso modo, Benedetta Masi (Colorificio Sammarinese) ritiene che il provvedimento incrementi “la richiesta di prodotti speciali per gli esterni come rivestimenti, primer professionali, rasanti e stucchi per esterno”, mentre Giovanni Martinetti (Covema-Sandtex) lo considera “una misura davvero utile per il nostro mercato anche nell'ottica di valorizzare la bellezza delle nostre città”.

Una delle criticità è quella evidenziata da Alessandro Siragusa (Cromology), che osserva: “Il Bonus Facciate e la possibilità di cessione del credito per interventi di recupero energetico sono due strumenti validi per la spinta al settore professionale e al recupero del nostro patrimonio edile. È necessario però fare chiarezza su questi strumenti e divulgare le modalità in cui è possibile usufruire di tali bonus”. Gli fa eco Vincenzo Cattaneo (Rigo®): “Per poter investire nel recupero o nel restauro le agevolazioni devono essere pratiche, concrete, ben pubblicizzate e soprattutto realmente accessibili e fruibili da parte del pubblico”.

Il punto più delicato riguardo però le tempistiche di applicazione: “Personalmente – dichiara Fabrizio Vaira (DAW) – auspicavo un’estensione almeno biennale del bonus, per consentire a tutto il settore di pianificare meglio le attività e per garantire ai beneficiari di comprendere tutte le opportunità presenti nello scenario e prendere le decisioni più consone alle loro esigenze”. Un altro possibile rischio, a cui dà voce Mario Paganelli (Gruppo IVAS), è che possa creare un po’ di confusione “visto che è un provvedimento che si va ad aggiungere, se non a sovrapporre, ad altri similari”. Dello stesso avviso è Stefano Deri (Mapei), che pur esprimendo un giudizio positivo, osserva che “non c’è stato il tempo materiale per comprenderne la portata: le prime settimane dell’anno sono servite per capire e interpretare le nuove norme, anche a seguito di documenti esplicativi da parte del legislatore”.

Estremamente positivi sono i pareri di Alessandro Monaco (J Colors), che lo giudica “uno stimolo importante diretto al nostro segmento di prodotti di cui è semplice usufruire”, Dario Mazzarese (Kerakoll), secondo il quale si tratta di “un incentivo molto interessante che, abbinato agli altri bonus per l’edilizia validi per il 2020, darà la possibilità non solo di abbellire le nostre facciate ma anche di migliorarne l’efficienza energetica” e Marco Ferrari (New Lac), che fa notare come “l’alto livello di beneficio e la possibilità di accedevi anche con semplici interventi di pulizia abbiano fatto da cassa di risonanza, creando un grande interesse che sicuramente porterà vitalità al settore”.

“Alcuni operatori – chiosa Silla Giusti (PPG Architectural Coatings) paventavano un ‘effetto bolla’, ma a mio avviso è tale il gap da recuperare rispetto alla situazione pre-crisi del 2008 che potremo rifare facciate per anni prima di esaurire questo volano, vista la vastità e lo stato attuale del patrimonio immobiliare italiano”. “Il Bonus Facciate – ammonisce Wolfgang Brenner (Röfix Italia) – può dare sicuramente nuova linfa al settore edile, avendo cura che non vada in conflitto con altre detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione o risparmio energetico, che maggiormente contribuiscono alla riqualificazione e all’efficientamento degli edifici”.

 

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