Come cambiano abitudini e consumi degli Italiani

  • 16 Novembre 2022

Pandemia, crisi climatica, guerra, inflazione: un mondo pericoloso si vede negli scenari dei prossimi anni. Una vera e propria tempesta perfetta che ha sconvolto il vivere quotidiano.

Come hanno reagito e come sono cambiati allora gli Italiani, nei loro consumi e stili di vita? Il “Rapporto Coop 2022 - Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani” illustra proprio questi cambiamenti.

Cresce la povertà alimentare, il commercio internazionale decresce e l’emergenza climatica è drammatica quotidianità. La pandemia aveva già provocato cambiamenti che avevano dato il via a una nuova epoca di scarsità, ma oltre al Covid, è il conflitto russo-ucraino ad aver creato un effetto recessivo immediato sull’economia mondiale. Il Pil globale passa dal +5,7% del 2021 al +2,9% previsionale del 2022 e per l’Italia le previsioni di crescita del Pil si attestano al +3,2% per il 2022 e al +1,3% per il 2023, anche se non si esclude il ritorno a un Pil in negativo nel 2023 . La dipendenza dell’Europa dall’area del conflitto -gas e commodities alimentari- ha fatto crescere a dismisura l’inflazione. Dati che fanno tornare indietro di 40 anni.

Gli Italiani non minimizzano certo le tensioni economiche e sociali, ma sembra esserci altro al primo posto delle loro preoccupazioni: l’emergenza generata dalla crisi climatica, tanto che sono in molti a pensare che questa emergenza debba avere la massima priorità a livello nazionale e internazionale. Temi ambientali che, almeno per ora, arrivano prima anche della temuta inflazione. Ma se da un lato la larga maggioranza degli intervistati continua a mostrare comportamenti ecologicamente corretti, sulla questione della ricerca di energia alternativa, rispettivamente il 67% e il 40% degli intervistati punta solo su energia solare e eolica e neanche uno su tre è favorevole al nucleare. La questione energetica preme alla porta d’Italia e d’Europa e pesa molto sul nostro Paese: il valore dell’interscambio commerciale si attesta nel 2021 su 25 miliardi di euro e sempre nello stesso anno pre-guerra e pre-sanzioni gli investimenti diretti degli italiani in Russia ammontavano a 11,5 miliardi di euro.

Il dilemma della bolletta pesa come un macigno sulle famiglie già in difficoltà. Il 57% dichiara già oggi la difficoltà di pagare l’affitto e il 26% pensa di sospendere o rinviare il pagamento e, restringendo il campo a luce e gas, un Italiano su 3 entro Natale potrebbe non coprire più le spese per le utenze. Nemmeno la spending review energetica che le famiglie hanno già iniziato sembra mettere al riparo. L’Italia del 2022 è un Paese più vulnerabile, con la classe media sempre più in difficoltà e con una netta crescita dell’area della povertà vera e propria. Di contro nel post pandemia cresce il mercato del lusso: la forbice tra chi ha poco e chi troppo si divarica e in un futuro sospeso che il 48% dipinge come instabile e precario ricompaiono le grandi rinunce. Gli Italiani, schiacciati tra prezzi in aumento e salari fermi, vedono scendere il loro potere d’acquisto e hanno già iniziato a cercare altre vie d’uscita, avviando personali spending review che, oltre ai grandi capitoli di spesa, colpirà soprattutto il superfluo di tutti i giorni e comporterà il rinvio di viaggi e vacanze e il posticipo degli acquisti di prodotti tecnologici e arredo. Intanto il lavoro è sempre più povero: nel rapporto tra costo della vita e stipendi medi, l’Italia è il fanalino di coda tra le principali economie europee.

Il 2022 (e forse ancor di più il 2023) potrebbe essere l’anno più difficile della storia della grande distribuzione organizzata in Italia. Le imprese retail devono fare i conti con l’eccezionale rincaro dei listini industriali e l’esplosione del caro energia. Ci sono poi le difficoltà della domanda finale e della necessità di attutire l’effetto sulla capacità di acquisto del consumatore. Seppur il 2022 registra per la Gdo un lieve ritorno alle espansioni delle superfici, per lo più a discapito dei punti vendita di prossimità, è il discount a registrare ancora una volta la maggiore crescita mentre prosegue il declino del formato dell’ipermercato. Anche l’e-grocery, che sembra aver perso quella spinta propulsiva enfatizzata dal lockdown, si mantiene su quote molto basse soprattutto se paragonate al resto d’Europa.

“Lo scenario delineato nel Rapporto 2022 ci restituisce l’immagine di un’Italia chiamata a affrontare sfide molto impegnative e che prendono il via da fattori economici e sociali assolutamente inusuali -sottolinea Marco Pedroni Presidente di Coop Italia e di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori)- . Il nuovo Governo dovrà mettere al centro l’emergenza primaria delle famiglie italiane, promuovendo una politica di ridistribuzione dei redditi a beneficio della maggioranza, affrontando il nodo energetico con misure che permettano alle imprese di rimanere sul mercato e ai cittadini di non pagare costi insostenibili. C’è bisogno di dirottare risorse incisive a favore dei consumi agendo, per esempio, sulla defiscalizzazione dei prodotti di base e con una rinnovata politica ambientale in linea con l’emergenza del momento. Le imprese della distribuzione commerciale registrano costi dei prodotti e dell’energia in fortissima crescita e finora hanno contenuto gli aumenti dei prezzi al consumo delle famiglie; i bilanci e con essi la stabilità delle imprese possono andare in crisi. Non chiediamo aiuti di stato, ma di mettere un tetto ai rialzi dell’energia e di sostenere la domanda interna dei consumi”.

Leggi l’articolo completo su Colore&Hobby

 

leggi def

Trova aziende e prodotti

Video - Rigo