Come cambiano le case degli italiani, nuovi scenari durante la pandemia

  • 02 Giugno 2021

Non ci sono dubbi: l’epidemia da Coronavirus ha trasformato le nostre case, evidenziandone le carenze.

Stare chiusi in casa ne ha messo in luce le mancanze strutturali, in termini di spazio, di comfort e di abitabilità. Se, infatti, prima trascorrevamo molto tempo fuori e l’abitazione era solo un luogo dove ritrovarsi per mangiare e dormire dopo una giornata di lavoro o di studio, obbligati a non uscire abbiamo improvvisamente scoperto che non sempre le nostre case erano funzionali al nuovo modo di vivere.

Questo cambiamento è uno spunto di riflessione importante, per analizzare l’evoluzione e le tendenze del nostro settore. Ne parliamo con Vieri Barsotti, il nostro direttore, per capire cosa è cambiato e in che modo.

“Gli italiani hanno intuito rapidamente che la casa è il luogo primario per superare le difficoltà imposte dall’isolamento, e infatti hanno cominciato subito a trasformarla”, racconta Vieri Barsotti, “è risaputo che nei mesi del lockdown più duro le attività di vendita al dettaglio utili alla piccola manutenzione e alla riqualificazione fai da te non si sono mai fermate, salvando fatturati e destino di industrie e negozi.

Questa dinamica trova riscontri anche in un interessante report di Habitissimo, un portale che mette in contatto le persone che hanno bisogno di una ristrutturazione o riparazione in casa con i professionisti del settore. E sono proprio alcuni dati di questo report che prendiamo in prestito oggi per le nostre riflessioni, in particolare riguardo i lavori più realizzati in casa in tempi di Coronavirus.” Di dati ce ne sono tanti: il numero di preventivi on line richiesti da privati ai professionisti è cresciuto del 7%, mentre per quanto riguarda le categorie di intervento, terrazzi e giardini hanno registrato un vero e proprio boom, con una richiesta di preventivi in aumento del 30%. Vieri Barsotti ci spiega che “un incremento di interesse verso terrazze, balconi e giardini è emerso anche in molte delle nostre interviste a rivenditori. Proprio in virtù del nostro cambio di abitudini, gli spazi esterni -per i fortunati che li hanno- sono diventati protagonisti, appendici vivibili dello spazio abitativo per prendere un po’ d’aria fresca o il primo sole. E ristrutturarli -proprio alla fine dell’inverno- è stato il primo passaggio per renderli vivibili.”

Sul fronte dei lavori effettuati in casa, la maggior parte delle persone (circa il 40%) ha acquistato complementi d’arredo, mentre un buon 26% ha fatto piccole riparazioni come idraulica, impianto elettrico o riscaldamento e il 6% ha cambiato il pavimento privilegiano soprattutto la ceramica e, a scendere, il laminato, il linoleum e il vinilico.

E ci sono informazioni interessanti anche nel settore che ci interessa di più: l’imbiancatura e le ristrutturazioni.

Secondo Habitissimo, la metà esatta di chi ha imbiancato ha rifatto la casa per intero, il 2% ha pitturato solo gli esterni e il resto degli intervistati si è dedicato solo ad una stanza o ad alcune parti della casa. Passando alle ristrutturazioni, il 13% di chi ha effettuato lavori in casa ha optato per una ristrutturazione parziale, mentre l’8% ha fatto una ristrutturazione totale. E tra chi ha optato per la ristrutturazione integrale, oltre la metà lo ha fatto proprio per rendere la casa più personale. Così Vieri Barsotti commenta questi numeri: “Il fatto che l’imbiancatura e la decorazione della casa sia in cima alle attività di intervento conferma quello che sappiamo da tempo: il colore è un elemento fondamentale -direi il più importante assieme all’arredo- per esprimere la nostra personalità, per creare un ambiente che ci assomigli e nel quale ci troviamo a nostro agio.”

Ma ci sono dati anche su quanto hanno investito i privati per fare i lavori: un quarto degli intervistati ha dichiarato di aver speso meno di 500 euro, mentre il 18% ne ha spesi oltre 20mila.  Circa la metà ha rispettato il budget che si era prefissato, mentre il 20% l’ha superato. Interessante anche il 16% di chi ha dichiarato di aver iniziato i lavori senza un budget prefissato. In più l’81% ha fatto i lavori utilizzando i propri risparmi, il 10% ha ricorso al prestito bancario, il 6% ai pagamenti a rate e il 2% ad amici e parenti!

Vieri Barsotti tira le somme di ciò che emerge dalla situazione appena delineata: “Innanzitutto si conferma, in generale, il concetto della casa come ‘bene rifugio’, e mi pare che mai come di questi tempi la definizione sia calzante: la casa è davvero il luogo più intimo e personale che abbiamo, una protezione ultima rispetto alle minacce esterne. Penso che ci siano anche aspetti da leggere tra le righe: le ristrutturazioni non servono solo a rendere le case belle e accoglienti, ma anche più sicure ed energeticamente efficienti, perché riqualificare il patrimonio immobiliare vuol dire riconvertire le città stesse e la vita delle persone che le abitano, per esempio diminuendo i gas serra e dando così un contributo diretto alla salute del pianeta.”

E questo contributo non si quantifica solo in un miglioramento dell’ambiente, ma anche in apporto di lavoro. Le stime recenti della Comunità Europea prevedono che entro il 2030 potrebbero essere riqualificati 35 milioni di edifici e creati fino a 160mila posti di lavoro nel settore edile. A questo scenario dovrebbero portare linfa vitale le agevolazioni in essere, come il 50% di sgravio per le ristrutturazioni edili, il 90% del Bonus Facciate e il 110% del Superbonus, tutte inquadrabili nella strategia europea definita Renovation Wave.

Insomma, l’attenzione verso le abitazioni non è solo dei privati, ma è anche al centro delle attenzioni della Comunità Europea e dei legislatori, che hanno ben compreso l’importanza vitale dell’edilizia.

 

ascolta podcast

Trova aziende e prodotti

Video - RÖFIX Italia