Decorazione: quali prospettive per il futuro?

  • 01 Luglio 2020

Quali sono le prospettive per le finiture decorative per il prossimo futuro e ragionando sulla lunga scadenza? Lo abbiamo chiesto ad alcune delle principali aziende italiane attive in questo settore, da sempre fondamentale per l’intero comparto delle pitture e delle vernici per edilizia, e questo è quello che ci hanno risposto.

Per Corrado Iotti, direttore generale Adicolor, è soprattutto dal mercato estero che ci si aspetta “una ripresa che, nel lungo periodo, possa quantomeno permettere di tornare ai livelli di vendita precedenti la crisi”. “Penso che il mercato dei decorativi sia leggermente in stand by – aggiunge Beatrice Gilli, amministratore delegato di Candis – ma sono sicura che, anche se con volumi minori rispetto al passato, il fascino di alcuni di questi prodotti potrebbe sicuramente dare nuova vita a questo tipo di pittura”.

“Il decorativo negli ultimi anni ha sicuramente subito una battuta d’arresto, dovuta al fatto che è divenuto un mercato saturo e che, dopo aver raggiunto il picco, è ora un trend discendente – puntualizza Roberto Berti, direttore commerciale di Colorificio MP –. Negli ultimi anni è forte la ricerca di soluzioni più minimal e dunque anche il nostro focus si è spostato verso il mondo delle resine e del microcemento. Nel lungo periodo, la sfida che si pone a noi produttori è di sapersi reinventare, cogliendo tutti gli stimoli del mercato e studiando soluzioni di decorazione nuove”. D’accordo anche Filippo Colonna, direttore marketing strategico del Gruppo IVAS, che afferma: “l’innovazione sarà sempre il tema vincente: servirà un modo nuovo per arrivare alle persone e alla clientela non costringendo necessariamente agli spostamenti o alle fiere affollate”.

“Dopo molti anni in cui le texture metallescenti e perlate sono state le principali protagoniste, oggi è il momento dell’effetto opaco – afferma Roberto Meregalli, marketing manager di AkzoNobel –. È una delle principali tendenze in voga già da qualche anno, che si sta affermando con forza e diventerà sempre più importante anche nel prossimo futuro. Ampio spazio anche agli effetti decorativi ‘trasversali’, cioè prodotti che, in base alla tipologia di applicazione e alla scelta cromatica, possono creare ambienti dai mood molto differenti. Nel lungo periodo, invece, prenderanno sicuramente piede le finiture decorative ecosostenibili”. “Gli anni a venire saranno sicuramente dedicati all'ecologia e sempre di più l’attenzione all'ambiente si esprimerà anche nell’ambito delle pitture d'interni – conferma Silvia Bertoletti, export manager di Colsam –. Rimarrà sempre molto importante la scelta dei materiali per garantire la qualità dell’aria in un ambiente sano e allo stesso tempo ottenere ottimi risultati di tinteggiatura. Sul decorativo lo stile ‘industriale’, caratterizzato da pareti a effetto cemento o a effetto corten, entrambi realizzati con pitture naturali, continuerà ad andare per la maggiore”.

Luigi Zuccarelli, responsabile commerciale ErreLab, è ottimista e si augura che “la conclamata riscoperta del fai da te, visto quasi come divertente passatempo in questo periodo, sia in realtà un sintomo più generale della volontà delle persone di tornare a curare al meglio la propria casa, dove tendenzialmente dovremo vivere di più”.

“Oggi il mercato italiano delle finiture è rappresentato da aziende di altissimo prestigio e valore, per qualità e completezza di gamma, che all’estero possono solo invidiarci – osserva Massimo Pietrelli, amministratore delegato di Giolli Industria Colori –. Basti dire che oggi, in ogni parte del mondo, qualsiasi prodotto per la decorazione d’interni porta nomi italiani. Desidero sottolinearlo soprattutto per far riflettere alcuni commercianti italiani sull’imperante esterofilia che affligge ormai da più di un decennio il mercato italiano”.

“Sicuramente il futuro a breve è tormentato ma ricco di spunti positivi – afferma Roberta Vecci, international marketing director di San Marco Group –. Diciamo che la situazione attuale ci costringe a essere ancora più creativi e soprattutto a intercettare il mercato, lavorando su progetti quantificabili che ci permetteranno di acquisire nuove quote di mercato. Aggiungo anche che le marginalità dietro alle finiture decorative sono quelle che sostengono l’interesse di tutti perché permettono ai professionisti di potersi distinguere e ragionare su progetti gratificanti da un punto di vista estetico ma anche economico”.

“Per noi – spiega Dario Spinello, amministratore delegato di Spiver – è dal decorativo che deve arrivare la spinta per la continua crescita aziendale. Continuiamo a sviluppare sempre nuovi sistemi decorativi, cosi come abbiamo sempre fatto anno dopo anno, dando sempre più priorità alla sostenibilità ecologica ed etica”.

Interessante, infine, il punto di vista di Angelo Licheri, responsabile dello sviluppo commerciale per Valpaint, che osserva: “Penso che la pittura decorativa in futuro avrà un’evoluzione rivolta soprattutto ai prodotti tecnici e di nicchia: crescerà da un lato la qualità del prodotto, e dall’altro la professionalità di chi lo propone e lo applica. La massificazione del decorativo avuta negli ultimi anni finirà, il prodotto decorativo tornerà ad essere un prodotto ‘di culto’ e non di massa”.

 

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