Distribuzione del colore: sopravvive chi capisce il mercato

  • 09 Novembre 2020

Parte della distribuzione del colore potrebbe non sopravvivere alla crisi economica determinata dalla pandemia di Covid-19. Che tipo di scenario si può prevedere? E quali nuove opportunità si potranno eventualmente cogliere? Poco dopo l’estate, lo abbiamo chiesto ad alcune delle principali aziende di pitture e vernici per edilizia e industria. Questo è quello che ci hanno risposto.

Secondo Roberto Meregalli (AkzoNobel) “gli scenari nel nostro mercato dopo il Covid-19 saranno sicuramente influenzati dalla crescita del segmento del privato e dall’avanzamento dell’e-commerce, ma il nostro settore rimane fortemente ‘ancorato’ alla distribuzione tradizionale, alla fisicità dei negozi dove trovare supporto, assistenza e consulenza”.

“La distribuzione del nostro settore vive fenomeni di concentrazioni già da qualche anno –aggiunge Marco Sbarbaro (Assovernici)–. Tale trend è destinato a continuare per le realtà distributive già in sofferenza nel periodo pre-Covid-19. Tuttavia, alcune realtà distributive più dinamiche, seppur in condizione di sofferenza, in ragione della riduzione della mobilità per effetto delle restrizioni anti-contagio hanno sviluppato nuovi fatturati e nuovi clienti. Alcuni punti vendita hanno deciso di non ‘sprecare’ la crisi mantenendo servizi aggiuntivi alla clientela anche al di fuori del periodo di restrizione”. Della stessa opinione è Mario Paganelli (Gruppo IVAS), secondo cui “questo trend è già in atto da tempo, il Covid-19 non ha fatto altro che accelerare la situazione. Penso che vedremo crescere quei distributori più solidi che aumenteranno il numero dei loro punti vendita per coprire meglio i territori di loro competenza o per entrare in mercati dove erano estranei”.

Per Rosanna Arreghini (CAP Arreghini) “le opportunità potrebbero nascere dagli strumenti agevolati che il governo ha messo in atto, come ad esempio l’Ecobonus 110% sul quale ci sono grandi aspettative per la ripartenza del settore delle ristrutturazioni”. Sulla stessa lunghezza d’onda, Beniamino Scarano (Linvea) dichiara: “I negozi ben organizzati, solidi, specializzati, avranno la possibilità di incrementare le proprie vendite fornendo le imprese che si apprestano ad affrontare i lavori incentivati dallo Stato e di giovarsi della crescita del fai da te”. “Certamente –commenta Luca Cecchini (Multichimica)– il retail con strutture snelle ha maggiori probabilità di sopravvivenza, mentre maggiori criticità si possono prevedere fra i competitor minori”.

“Sicuramente – questo il parere di Massimiliano Pietrelli (Giolli Industria Colori) le rivendite che già si trovavano in crisi di liquidità avranno subìto un'ulteriore spallata che ne comprometterà l'esistenza. Perciò alcune rivendite potrebbero cessare la propria attività”. Più ottimista la visione di Alessandro Monaco (JColors), che dichiara: “Lo scenario stimato non è di crollo, soprattutto in base all’ampia base di distributori che JColors fornisce”. Secondo Tiziana Tona (JF Amonn), “sono le realtà più strutturate che hanno risentito maggiormente della chiusura, ma in gran parte queste sono anche le realtà più solide e stanno recuperando pian piano un po’ del volume d’affari perduto”.

Secondo Maurizio Salassi (Pennelli Cervus) a rafforzarsi saranno “coloro che hanno investito, così come i produttori che hanno lavorato seriamente e curano artigianalmente il prodotto”, mentre per Federica Schirinzi (Sestriere Vernici) a rafforzarsi saranno “le aziende che avevano dato inizio ad un processo evolutivo e riorganizzativo nel periodo precedente al lockdown”, al netto dell’indispensabilità di una “strategia che abbia una visione progettuale ben delineata in grado di trasmettere una riconoscibilità del proprio brand”. Interessante il punto di vista di Nicola Munaretto (SD Color), per cui “il mercato si sta conformando alla richiesta e molti piccoli rivenditori stanno diventando più efficienti della grande distribuzione”.

“Sicuramente le abitudini di acquisto sono cambiate o hanno accelerato il cambiamento –sottolinea Pietro Lo Cambio (V33)–. L’e-commerce è diventato un luogo d’acquisto abituale e tutte le aziende dovranno rapidamente organizzarsi in questo canale”. Dello stesso parere è Stefano Deri (Mapei), che osserva: “Indubbiamente, le vendite on line sono ormai diventate un canale vero e proprio anche nel nostro settore: nel prossimo futuro si assisterà a uno sviluppo importante”.

 

leggi def

Trova aziende e prodotti

Video - Icorip