Formazione e informazione: l’opinione delle aziende produttrici

  • 17 Giugno 2020

Formazione e informazione: due must per le aziende produttrici di pitture e vernici per l’edilizia, che vanno di pari passo e sui quali occorre lavorare con continuità e con serietà, non lasciando nulla al caso. La professionalizzazione del comparto e la professionalità dei suoi protagonisti e dei suoi prodotti sono, insieme, presupposto e obiettivo per il consolidamento e l’evoluzione di tutto il sistema edilizia.

In questo senso, commenta Roberto Meregalli (AkzoNobel), “la certificazione del pittore edile può essere una pietra miliare l’applicatore professionista, un documento che attesti finalmente il vero mestiere dell’applicatore, come succede già per tutti gli altri mestieri”. Su questa opportunità insiste anche Alessandro Monaco (J Colors), che dichiara: “Dobbiamo divulgare la sua esistenza e far sì che venga richiesta da chi usufruisce dei servizi dei professionisti, così che questi siano stimolati a prepararsi e a certificarsi innescando una spirale positiva”. Il rapporto costante tra utilizzatore professionista e produttore, inoltre, è necessario “sia per lo sviluppo di nuovi prodotti, che devono rispondere il più possibile alle esigenze dell’utilizzatore, sia nella formazione e supporto tecnico”, come osserva Fabrizio Moretti (Colorificio MP).

Ma se la formazione deve coinvolgere tutta la filiera, spiega Marco Canciani (ARD F.lli Raccanello) “la comunicazione dev’essere rivolta non solo agli addetti ai lavori ma anche, in maniera differenziata, dedicata e comprensibile, al privato, che è sempre più attento e capace di distinguere il valore aggiunto che possono proporre imprese che lavorano con prodotti e cicli professionali”. Dello stesso parere è anche Giovanni Martinetti (Covema-Sandtex), che afferma: “Tutta la filiera deve mettersi in questa nuova ottica: non basta avere prodotti, servizi o abilità manuali eccellenti. Dobbiamo innalzare il valore percepito agli occhi dei clienti finali”. “La formazione di tutte le figure aziendali, e in particolare dell’ultimo anello della filiera verso il cliente, è la cosa più importante”, conferma Marco Ferrari (New Lac). Gli fa eco Dario Mazzarese (Kerakoll), secondo il quale “il compito della comunicazione sarà quello di realizzare strumenti specifici per coinvolgere in pieno tutti gli utenti interessati alla scelta dei prodotti vernicianti, indirizzandoli nel modo migliore verso proposte sempre più contemporanee”. Per farlo, afferma Paolo Paulin (Colorificio Paulin) “occorre essere ancora più esaustivi nei materiali illustrativi che si propongono, sfruttando appieno tutte le tecnologie oggi disponibili”. Per questo moltissime aziende offrono programmi di formazione ricchi e articolati rivolti a rivenditori, applicatori, progettisti e tecnici-commerciali. È il caso, per esempio, di Cromology, che da quest’anno, grazie alla collaborazione con l’Istituto Giordano, offre ai professionisti del settore la possibilità di partecipare ai corsi di preparazione per sostenere l’esame per il patentino secondo le recenti norme UNI.

Tra i vantaggi offerti da opportuni investimenti in comunicazione e formazione vi sono la possibilità di contribuire a creare una cultura di settore condivisa e far comprendere al mercato il valore dei propri prodotti e servizi. “Il professionista -spiega Michele Giannuzzi Perfetti (Rigo®) deve capire che il nostro prodotto è utilizzabile a tutto campo e questo sarà possibile con la giusta comunicazione, ma soprattutto con una formazione ad hoc”. E attraverso la comunicazione e la formazione, afferma Benedetta Basi (Colsam) “abbiamo l’opportunità di dimostrare che la chimica può e deve essere alleata dell’ambiente in cui viviamo”. In tal senso si esprime anche Fabrizio Vaira (DAW), che osserva: “Ancora oggi vedo troppe ‘soluzioni miracolose’ senza fondamento scientifico che inflazionano lo scenario comunicativo a tutti i livelli, creando confusione e rischio di perdita di credibilità per un intero settore. Per questo occorrerebbe fare sistema per comunicare in modo più incisivo ed efficace facendo confluire risorse (politiche, economiche, intellettuali) che esaltino e sanciscano l’importanza che il prodotto verniciante può fornire al valore di un edificio”.

Pur riconoscendo i grandi passi in avanti che sono stati fatti in questo senso anche attraverso l’impegno di consorzi e associazioni di categoria, Mario Paganelli (IVAS) è dell’opinione che per dare il giusto impulso ai temi della formazione e della comunicazione “sia giunto il momento di una grande fiera di settore, ma di una fiera importante che veda la presenza di tutti i player nazionali e internazionali, come già avvenuto diversi anni fa”.

Non sempre, però, il settore si è dimostrato ricettivo in tal senso, come racconta Stefano Deri (Mapei): “assistiamo da una parte ad aziende che investono e lavorano per sviluppare nuove tecnologie, migliorare le prestazioni dei prodotti e innovare, ma dall’altra questo sforzo si scontra spesso con un settore rigido, poco permeabile alle novità e legato più all’esperienza e alle abitudini che alla conoscenza approfondita dei materiali e delle soluzioni”.

Sui temi formazione e informazione, Silla Giusti (PPG Architectural Coatings) indica due possibili aree di miglioramento: “Innanzitutto, la necessità di fare maggiore comunicazione istituzionale da parte delle associazioni di categoria nei confronti degli utenti finali. Inoltre, rispetto ad altri settori dove ho lavorato, vedo la possibilità di incrementare lo sviluppo di veri e propri centri di formazione in cui formare in modo ancora più professionale gli operatori del settore”. La difficoltà maggiore per le aziende, secondo Wolfgang Brenner (Röfix Italia), consiste nel “trovare un equilibrio tra la semplificazione del messaggio comunicativo iniziale, veloce e immediato, a cui deve fare seguito un approfondimento tecnico efficiente e dettagliato, curando l’efficacia del follow-up delle richieste di maggiori informazioni scaturite dal primo messaggio”.

 

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