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Italiani, è boom del risparmio

  • 23 Ottobre 2020

Più del 67% degli italiani ha paura per la propria situazione economica familiare: a svelarlo è un recente rapporto realizzato dal Censis in collaborazione con Assogestioni, associazione italiana del risparmio gestito. Si tratta di una paura radicata nei territori e trasversale ai diversi gruppi sociali, che si salda alla paura del contagio. La percentuale sale al 72% tra i millennial e le donne, sfiora il 75% nel Sud, supera il 76% tra gli imprenditori e arriva all’82,6% tra le persone con i redditi più bassi.

Meglio, allora, essere cauti e mettere un po’ di soldi da parte. La pandemia, oltre ad aver diffuso la paura, ha infatti generato una grande incertezza economica ed esistenziale. A pensarlo è quasi il 50% degli italiani, un dato che sale al 58,9% tra gli imprenditori. L’unica certezza è che “tutto può succedere”: la possibilità che un evento inedito e inatteso possa cambiare in un attimo la vita delle persone fa esplodere un senso acuto di vulnerabilità. Il che si traduce, per quasi il 40% dei risparmiatori, in un’estrema cautela nella gestione dei propri soldi.

Il 38,9% degli italiani ha incrementato il proprio risparmio nel periodo del lockdown. La percentuale sale al 49,1% tra i risparmiatori abituali. Del resto, nel periodo della quarantena sono stati 28 milioni i percettori di reddito le cui entrate non sono state intaccate, pari al 71,2% del totale. Il risparmio forzoso è nato da continuità nelle retribuzioni e tagli nei consumi. Il problema è adesso quello di trovare forme di investimento adeguate per questa liquidità aggiuntiva. Sui titoli di Stato ci si divide: il 43,7% degli italiani li comprerebbe, il 51,3% no, il 5% è incerto. Più propensi ad acquistarli i residenti del Nord-Ovest (47,5%), le persone con redditi elevati (55,9%), i dirigenti e i quadri (59,3%), mentre i più scettici sono gli operai (54,5%) e i residenti del Sud (54%). Vince il timore per un debito pubblico che nel lungo periodo può generare rischi anche per i propri risparmi. Buona la propensione all’acquisto di strumenti finanziari basati su criteri di investimento responsabile: il 52,3% degli italiani si dice interessato a investirvi (il 68,2% tra i laureati, il 70,2% tra i dirigenti e i quadri). Una voglia di sostenibilità che oggi si lega al tema della tutela e promozione della salute, balzato in cima alle priorità delle persone con l’emergenza sanitaria.

 

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