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Lavoro, donne e uomini: da Istat le statistiche Italia e Unione Europea

  • 23 Febbraio 2021

In media, nell'Unione Europea il tasso di occupazione degli uomini è più alto di quello delle donne (74% e 63% rispettivamente nel 2019). È interessante notare che il divario tra il tasso di occupazione delle donne e degli uomini aumenta con il numero di figli.

Nell'UE nel 2019, il tasso di occupazione per le donne senza figli è il 67%, mentre è il 75% per gli uomini. Con un figlio, il tasso aumenta al 72% per le donne e all'87% per gli uomini. Per le donne con due figli, il tasso rimane quasi invariato al 73%, mentre quello degli uomini aumenta al 91%. Per le persone con tre o più figli, il tasso di occupazione diminuisce al 58% per le donne, mentre per gli uomini è dell'85%. Questa struttura si osserva nella larga maggioranza degli Stati membri.

Un aspetto importante della conciliazione fra gli impegni di lavoro e la famiglia è il lavoro part-time. Tuttavia, questa tipologia non è presente in modo uniforme tra le donne e gli uomini: nell'UE nel 2019, il 30% delle donne occupate lavora part-time, contro il l'8% degli uomini. Inoltre, sono presenti alcune differenze tra gli Stati membri, con le quote più alte di donne in part-time nei Paesi Bassi (75%), Austria e Germania (47%) e Belgio (46%) e di uomini nei Paesi Bassi (28%), Danimarca (15%) e Svezia (13%). Le quote più basse di occupati in part-time si osservano in Bulgaria (2% sia per le donne che per gli uomini).

Nell'UE nel 2019, il tasso di disoccupazione è il 7% per le donne e il 6,4% per gli uomini. In quindici Stati membri, il tasso di disoccupazione è più alto per le donne, in undici è più alto per gli uomini e in Olanda è uguale. Nei Paesi dove il tasso di disoccupazione è maggiore per le donne rispetto agli uomini, le differenze più ampie si riscontrano in Grecia (21,5% per le donne e 14% per gli uomini) e in Spagna (16,0% e 12,5%). Nella situazione opposta, con tassi di disoccupazione inferiori per le donne rispetto agli uomini, le maggiori differenze si osservano in Lettonia (5,4% per le donne e 7,2% per gli uomini) e in Lituania (5,5% e 7,1%)

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