Lavoro: modelli integrati per rimanere competitivi sul mercato

  • 17 Novembre 2020

Anche nel settore delle pitture e delle vernici la pandemia ha imposto la riorganizzazione di molti modelli di lavoro, in particolare nell’ambito commerciale (reti di vendita) e dei servizi (marketing e comunicazione). Una strada che molti produttori stanno perseguendo sia all’interno degli stabilimenti che sul territorio: lo smart working ha evidenziato quanto certi modelli fossero obsoleti e non più funzionali in termini di efficienza e costi.

Dalle dichiarazioni delle aziende si capisce che la lezione è servita, ma non si pensi che una modalità di lavoro possa, semplicemente, sostituirne un’altra: i manager si stanno orientando a modelli di lavoro più funzionali a proposte di valore, per le quali son indispensabili la motivazione, la flessibilità e la capacità di imparare a lavorare seriamente per obiettivi. Non un banale cambio fisico del luogo di lavoro, quindi, ma un nuovo paradigma per continuare a essere vicini ai clienti e competitivi sul mercato.

“Oggi è necessaria un’organizzazione con un altissimo livello di motivazione, flessibilità e capacità di adattamento che sappia lavorare seriamente per obiettivi e sappia seguire i veloci cambiamenti del mercato anticipandoli”, conferma Roberto Meregalli (AkzoNobel). “I modelli operativi di lavoro non saranno più gli stessi di prima”, gli fa eco Alessandro Monaco (J Colors) Le attività in presenza restano utili e necessarie ma saranno sempre di più affiancate dalle alternative che tutti abbiamo sperimentato e che si sono dimostrate efficaci”.

“Per talune funzioni aziendali è dimostrato che è possibile essere operativi anche lavorando da remoto: il marketing, la formazione, l’assistenza tecnica, l’ufficio ordini sono solo alcuni dei servizi che hanno potuto lavorare da casa senza problemi”, spiega Stefano Deri (Mapei). “Altre funzioni, come la rete di vendita, torneranno a introdurre anche le vecchie ‘pratiche’ che in una relazione commerciale possono fare la differenza: le visite ai clienti, l’assistenza sul punto vendita, la formazione per i rivenditori”. “Bisogna trovare un buon compromesso tra tutte quelle attività tecnico/comunicative che si possono fare sfruttando la tecnologia e le attività in presenza”, sintetizza Mario Paganelli (Gruppo IVAS).

“Sicuramente questa emergenza ci ha fatto scoprire nuove modalità di lavoro come lo smart working, del quale ci si è avvalsi per tutta la rete commerciale e gli uffici tecnici”, aggiunge Rosanna Arreghini (CAP Arreghini). “Inoltre, abbiamo distribuito la giornata lavorativa in più turni per rendere meno affollato l’ambiente di lavoro ma continuando a garantire comunque l’efficienza della produzione e le consegne con la tempestività di sempre. Abbiamo puntato moltissimo sulla interazione digitale attuando le riunioni con la rete commerciale tramite piattaforme di videoconferenza e sviluppando video tutorial innovativi dedicati ai nostri agenti e rivenditori”. “Il contesto in cui ci troviamo richiede l’accelerazione della riorganizzazione della struttura aziendale, che necessita processi più fluidi e dinamici”, dichiara Federica Schirinzi (Sestriere Vernici).

“Sicuramente il ritorno agli spostamenti e al consueto ritmo di lavoro ridurrà la possibilità e il desiderio di collegarsi via web – dichiara Tiziana Tona (JF Amonn) – ma indubbiamente abbiamo appreso che si tratta di una metodologia di lavoro che va integrata con le normali attività lavorative per ottimizzarle e soprattutto che il mercato è pronto ad utilizzarla”. Un’esperienza simile a quella di Pietro Lo Cambio (V33), che racconta: “Ci siamo resi conto che si può vendere senza assidui spostamenti e lo sviluppo della video conference è una parte da non sottovalutare perché una buona parte di clienti ha trovato comodo questo nuovo strumento d’acquisto”.

“Per quanto riguarda l’ambito commerciale – racconta Andris Pavan (Röfix) – la rete vendita si è adattata velocemente agli incontri, riunioni, corsi in rete, che avevamo già attuato in passato verso l’esterno sotto forma di seminari, convegni e incontri e che ora entrano in gioco nella gestione interna. Per quanto riguarda i servizi, erano per lo più già strutturati e consolidati su un rapporto stretto e costante portato avanti a distanza, e le strategie di comunicazione erano già prevalentemente focalizzate sulla rete, sia per quanto riguarda la comunicazione interna sia per la comunicazione esterna”.

“La nostra rete vendita ha solo subìto un arresto temporaneo ma è già ritornata in pista alla grande. “Non credo che il modo di lavorare cambierà anzi ci porterà ancora più vicini ai clienti per aiutarli nello scegliere i prodotti idonei per un privato sempre più esigente ed un’impresa sempre alla ricerca di novità”: questa la tesi di Nicola Munaretto (SD Color). “Personalmente – gli fa eco Luigi Vignolo (Tassani) – ritengo ancora l’elemento umano e la relazione troppo importanti per essere bypassati nel lungo periodo da queste tecnologie, se non in modo parziale.”

 

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