Il negozio di successo: territorialità, branding e comunicazione

  • 29 Luglio 2021

Chi ci segue sa che recentemente ci siamo occupati del tema del punto vendita, indagando i driver che hanno cambiato e stanno cambiando sempre più velocemente i negozi dall’interno, ovvero l’innovazione tecnologica, l’area espositiva e la formazione.

Oggi Vieri Barsotti, il nostro direttore, ci racconta, invece, i driver esterni, cioè di quegli elementi che permettono al negozio di essere riconoscibile fuori dalle proprie mura e di affermare la propria leadership: la territorialità, il branding e la comunicazione.

Partendo dalla territorialità, Vieri sottolinea quanto il presidio del territorio sia sempre più fondamentale per il successo del punto vendita: “Oggi chi non si fa ricordare dai propri clienti e non riesce ad attrarre quelli potenziali difficilmente può sopravvivere. L’obbiettivo non è semplice e può essere molto dispendioso.” In quest’area rientrano diverse attività, sia commerciali che legate al marketing e alla comunicazione. La comunicazione, in particolare, sembra più efficace in forma collettiva piuttosto che organizzata dal singolo: “Devo dire -prosegue Vieri- che la maggior parte dei distributori non sembra apprezzare forme di associazionismo. Preferiscono, nel solco del più tradizionale individualismo italiano, attività che portano il proprio negozio e il proprio nome al centro dell’attenzione dei clienti. In ogni caso, sempre più il concetto di fidelizzazione si lega a quello di territorialità: chi è presente e riconoscibile, chi è attrattivo e proattivo, chi è in sintonia con i clienti e si rende indispensabile nella loro attività raggiunge un risultato importante: non farsi battere dalla concorrenza!”.

la riconoscibilità è raggiungibile anche attraverso strategie di branding, il secondo driver che sta cambiando la distribuzione. A questo proposito Vieri ci dice che sono molti i rivenditori che sviluppano strategie volte a diffondere la notorietà del proprio marchio: “Alcuni lo fanno affidandosi fornitori e partner industriali già noti, altri cercando di affermarsi come brand autonomo, in ogni caso si tende alla valorizzazione reciproca tra il brand del distributore e i brand delle aziende produttrici. Direi che branding, oggi, è sinonimo di autorevolezza!”

E il branding deve essere supportato da una valida attività di comunicazione, collante di tutte le altre tendenze. Su questo tema Vieri sottolinea l’importanza di non improvvisare: “Su un social network utilizzato da due miliardi di persone come Facebook si può rimanere invisibili. La soluzione allora qual è? Una strategia editoriale con obbiettivi certi, una programmazione meticolosa delle attività, una comunicazione chiara e orientata al pubblico. Questo senza dimenticare che il mondo del colore è un settore nel quale il potere d’acquisto è ancora in mano a persone che non sono native digitali. Investire tutto su questo aspetto dunque può essere rischioso. Meglio un mix di comunicazione che si basa su canali diversi, utilizzando sia quelli tradizionali che quelli più innovativi”.

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