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Obiettivo: tornare a crescere!

  • 04 Gennaio 2019

Il mercato edile è in difficoltà, e il segmento delle pitture e vernici non ne è certo immune. A fronte di alcune aziende che segnano risultati positivi, i primi sei mesi del 2018 sono stati complessivamente deludenti, sia in termini di fatturato che di volumi (almeno il 6-8% di decremento) ma anche di marginalità, che non è stata recuperata con l’aumento dei listini.

A condizionare l’andamento sicuramente il maltempo e la lunga campagna elettorale, anche se è difficile accettare che un settore che muove miliardi di euro possa essere esposto in modo così determinante alle giornate di tempo bello o brutto, ma tant’è: quando piove o fa eccessivamente freddo i prodotti per esterno ‘soffrono’ e anche la voglia di ridipingere all’interno crolla, bisogna farsene una ragione.

Forse, però, c’è dell’altro. Il mercato è oggettivamente saturo, i prodotti fanno fatica a uscire dai punti vendita e la poca liquidità generale non ha consentito nemmeno di compensare gli aumenti delle materie prime con corrispondenti aumenti dei listini: quasi tutti i produttori li hanno ritoccati, specificando però di averlo fatto in misura inferiore all’aumento subito dei costi per non penalizzare i distributori e i clienti finali.

Non solo: sono sempre di più le aziende che nelle risposte dichiarano di aver superato il concetto di crisi, accettando, semplicemente, che il mercato oggi non è più quello di dieci anni fa e probabilmente non tornerà più come allora: troppo diverso il contesto generale e troppo cambiate le modalità di consumo.
Addirittura, affiora qua e là la consapevolezza che essendo cambiato il modo di vivere degli Italiani (ci si sposa meno, ci si è abituati al precariato e all’instabilità lavorativa) sia conseguentemente cambiato il loro ‘sentiment’ di spesa: ecco quindi che la casa, pur rimanendo il bene a cui si dedicano più attenzioni e risorse, sia stata ‘superata’ nella lista delle priorità da altre spese -elettronica, turismo, ristorazione-.

Questa situazione, che porta con sé l’amara constatazione che si pittura sempre meno, non autorizza, ovviamente, previsioni ottimistiche per il secondo semestre né, in termini di tendenza, nemmeno per il futuro, ma stimola almeno nella direzione di una sempre maggiore efficacia ed efficienza.

E le aziende come vedono rispondere i rivenditori e il mondo degli artigiani a questa situazione? La distribuzione da un lato continua il suo percorso di specializzazione -spesso multispecializzazione- per essere sempre più attrezzata a rispondere alle esigenze dei clienti, dall’altro guarda con attenzione il percorso delle catene di grande distribuzione più agguerrite e organizzate, un monitoraggio indispensabile per non essere impreparati in una competizione sempre più difficile. Si comincia anche a parlare di vendite online, a dimostrazione che la anche la distribuzione cerca antidoti alla difficoltà di far uscire i prodotti dai negozi. Si guarda con rinnovata attenzione anche al mondo degli artigiani, forti della nuovissima norma UNI che ne regolamenta l’attività professionale e ne certifica le competenze: le aziende sperano che la norma porti più qualità, più professionalità, più conoscenza, insomma un’elevazione improrogabile per un mondo che ha bisogno di migliorarsi per non soccombere all’improvvisazione e alla mancanza di competenza, peccati mortali che rischiano di vanificare tutti gli sforzi per migliorare la qualità complessiva del settore.

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