Le pitture decorative e la sfida della comunicazione digitale

  • 15 Luglio 2020

Durante la pandemia la comunicazione online è stata soprattutto una necessità ma la comodità e la funzionalità che ha dimostrato la renderanno sempre più indispensabile per le aziende produttrici, gli operatori della filiera e i privati.

Aziende e distributori ci hanno lavorato senza perdere di vista che sarà fondamentale integrare correttamente i sistemi e gli strumenti di comunicazione online con quelli offline. È quello che ci confermano alcune delle principali realtà italiane particolarmente attive nella produzione di pitture e rivestimenti decorativi, che si sono trovate ad affrontare la sfida di raccontare ‘a distanza’ un prodotto che, per sua natura, ha bisogno spesso bisogno di essere ‘toccato con mano’ per rivelare tutte le sue potenzialità e caratteristiche.

“L’emergenza sanitaria ha contribuito a rendere ancor più evidenti l’importanza della comunicazione digitale, della formazione e del supporto a distanza -conferma Corrado Iotti (Adicolor)- e tutti noi abbiamo sperimentato quanto sia relativamente semplice informarsi, scegliere, acquistare e ricevere a casa anche prodotti che non avremmo mai pensato di poter comprare online. Questa raggiunta consapevolezza condizionerà inevitabilmente le abitudini future del consumatore”.

Dello stesso parere Roberto Meregalli (AkzoNobel), che afferma: “In futuro i rivenditori dovranno aprirsi sempre di più alla comunicazione digitale per mantenere alta l’attenzione del pubblico sulle finiture decorative, utilizzando video, dimostrazioni e tutorial messi a disposizione dalle aziende produttrici e investendo anche loro in tale direzione”.

“Di certo non potremo più accontentarci di far toccare con mano il prodotto applicato su pannellature e a questo scopo stiamo studiando un sistema multimediale che riesca a far ‘entrare’ in ciò che è il prodotto decorativo”, anticipa Beatrice Gilli (Candis), che aggiunge: “Ovviamente sarà nostro compito motivare i rivenditori, dando loro più indicazioni tecniche di quanto fatto finora, quando con un catalogo si riusciva a portare a termine una vendita”. In un senso analogo si esprime anche Filippo Colonna (Gruppo IVAS), che afferma: “Servirà uno sforzo congiunto verso l’innovazione e la semplificazione del processo di vendita in un’ottica smart”.

Ai rivenditori si rivolge anche Roberto Berti (Colorificio MP), che dichiara: “Il nostro suggerimento ai rivenditori è di investire su nuovi e rinnovati spazi espositivi che, secondo noi, sono gli unici strumenti per attrarre e convincere il pubblico verso un prodotto che non si può né spiegare né illustrare con un catalogo”.

Poi c’è chi, come Colsam, per manifestare la sua vicinanza a consumatori e rivenditori durante il lockdown, ha lanciato un concorso sui social che ha coinvolto moltissimi utenti: “I consumatori, abbinati al rivenditore di zona, possono partecipare inviando le immagini delle proprie opere di fai da te e vincere due pass per una giornata della MotoGP San Marino Riviera di Rimini 2020 e decine di altri premi”, spiega Silvia Bertoletti. Se ciò è stato possibile, è anche perché -come racconta Dario Spinello (Spiver)- “durante il lockdown il colore ha aiutato il privato a distrarsi, dando un tocco speciale alla casa per spezzare la monotonia di questo difficile periodo”.

Luigi Zuccarelli (ErreLAB) sottolinea invece la necessità di integrare “la propria presenza sul territorio, con un sapiente mix di comunicazione online ma soprattutto offline, per esaltare, nel caso specifico dei decorativi, gli aspetti più visuali”. Del resto, i canali social e la comunicazione digitale possono rappresentare, per le aziende, un modo per essere più vicini a clienti e collaboratori e per monitorare il mercato, come sostiene Massimiliano Pietrelli (Giolli): “Teniamo moltissimo al rapporto diretto coi nostri agenti e clienti e quotidianamente ci confrontiamo costruttivamente per capire come si orienta il mercato e la nostra diretta concorrenza. In più offriamo sempre qualche anticipazione delle ultime novità non ancora immesse sul mercato, per chiedere pareri e giudizi”.

Nella stessa direzione si è mossa Roberta Vecci (San Marco), che racconta: “Abbiamo lavorato molto sull’integrazione di strumenti offline e digitali, proprio perché entrambi sono funzionali al progetto di comunicazione. Live streaming su piattaforme social, webinar, incontri virtuali ci hanno permesso di continuare a dialogare con i nostri clienti su mercato nazionale e internazionale”.

“Per poter affrontare questa sfida -conclude Angelo Licheri (Valpaint)- ci siamo strutturati per fare attività di formazione e informazione online, oltre che per fare delle vere e proprie dimostrazioni applicative in diretta dall’azienda. Abbiamo non solo cercato di essere vicini ai nostri clienti, ma volevamo anche sentire la loro vicinanza, che è stata molto alta”.

 

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