Pitture e vernici: il lockdown e l’exploit del fai da te

  • 26 Ottobre 2020

Durante il lockdown, al netto delle difficoltà di approvvigionamento delle materie prime a causa della riduzione dei trasporti, le industrie di pitture e vernici sono riuscite a contenere le perdite, grazie anche alla intrinseca versatilità dei prodotti e degli ambiti applicativi: il mondo delle vernici per industria si è fermato, quello delle vernici per l’edilizia no; i prodotti per esterno si sono bloccati per via del fermo dei cantieri e delle attività artigianali, quello dei prodotti per interno destinati al fai da te e al consumo privato no.

In sostanza, durante il lockdown prodotti come smalti e impregnanti, destinati alla cura di legno e ferro, hanno segnato positività grazie all’incremento di domanda privata, mentre le categorie di prodotti più professionali (tipicamente destinati all’esterno, ma non solo) hanno evidenziato una forte perdita. A confermarlo sono le testimonianze delle aziende produttrici che hanno gentilmente accettato di rispondere alle nostre domande e di condividere con noi la loro esperienza.

“Il forte impulso ricevuto dal fai da te del consumatore ha spinto molto le categorie di prodotti che più si adattano ai lavori fatti direttamente dai privati -conferma Roberto Meregalli (AkzoNobel)-. Parliamo, quindi, della protezione e decorazione del metallo, del comparto dei trasparenti legni e degli smalti. Pitture per interni e soprattutto quelle per esterno sono quelle che hanno sofferto di più del blocco del lavoro del settore professionale”. “I prodotti che hanno visto un aumento significativo sono quelli dedicati principalmente all’utilizzatore privato per manutenzioni fai da te -gli fa eco Marco Sbarbaro (Assovernici)-. Le categorie prodotto più professionali, necessitando di manodopera specializzata attraverso l’apertura di cantieri, hanno evidenziato una forte perdita”. Analoga è la testimonianza di Riccardo Carpanese (Boero Bartolomeo), che racconta: “Le performance delle categorie di prodotto hanno rispecchiato perfettamente quello che è successo. Lavori di manutenzione in casa fatti in proprio e cantieri grandi pressoché fermi: per cui smalti, solvente e impregnanti hanno avuto un trend positivo importante, mentre hanno sofferto maggiormente idropitture e prodotti per esterni”.

Anche per Rosanna Arreghini (CAP Arreghini) a soffrire sono stati “soprattutto i prodotti per esterno. Sono andati, invece, bene tutti i prodotti a scaffale: smalti, ferromicacei, impregnanti, prodotti per legno e quelli utilizzati dai privati per la manutenzione”. Più peculiare il caso di Giolli Industria Colori, dove a essere penalizzate sono state le finiture decorative: “Essendo per la maggior parte esportate -spiega Massimiliano Pietrelli- hanno sofferto per i lockdown dei paesi esteri in cui siamo presenti, soprattutto Cina, India, Russia e Giappone”. “Sicuramente -racconta Mario Paganelli (Gruppo IVAS)- hanno sofferto i prodotti e i sistemi rivolti al mercato professionale, essendo ferme tutte le imprese, i posatori ed i cantieri. Parallelamente si è sviluppata una notevole attività, anche nei mesi successivi alla chiusura, relativa ai prodotti maggiormente rivolti al fai da te, in particolar modo con l’utilizzo delle piccole confezioni”.

L’exploit dei prodotti per il fai da te ha coinvolto soprattutto i prodotti vernicianti per legno. “La grande spinta -dichiara Alessandro Monaco (JColors)- è arrivata sulla gamma legno a vista e negli smalti, e per traino sul gruppo delle antiruggini, con tassi di crescita anche del +100%, mentre paga pegno il gruppo idropitture”. “Il fermo dei cantieri e delle attività industriali ha chiaramente bloccato le vendite delle categorie di prodotti dedicate a questi settori -aggiunge Tiziana Tona (JF Amonn)-. Di contro abbiamo rilevato un forte aumento nelle linee di prodotto adatte al consumatore privato, il quale nel periodo di lockdown ha approfittato del tempo a disposizione per dedicarsi a lavori di manutenzione”. “Abbiamo venduto molto smalto e vernici per il legno con relativi fondi, mentre i prodotti per esterno e i formati grandi sono stati quelli maggiormente penalizzati”, conferma Beniamino Scarano (Linvea). “I prodotti da esterno, soprattutto i protettivi per legno, hanno avuto un’esplosione della domanda -aggiunge Pietro Lo Cambio (V33)-. Qualche sofferenza in più, invece per i prodotti da interno, sia nel trattamento legno sia negli smalti e nelle pitture murali”.

“Durante il lockdown l’attività dei rivenditori edilizia, seppur con limitazioni, e i servizi di consegna a domicilio hanno generato un consumo positivo dei prodotti del settore del fai da te”, dichiara Federica Schirinzi (Sestriere Vernici). Anche Mapei, come racconta Stefano Deri, ha riscontrato “una domanda molto alta di prodotti a destinazione DIY, acquistati principalmente da privati, un incremento di domanda a cui molte aziende non erano pronte; per la prima volta dopo anni di contrazione del mercato dei prodotti vernicianti, si è assistito a una domanda superiore all’offerta, almeno per alcune categorie prodotto”. “Le categorie di prodotti che hanno sofferto molto sono i prodotti di massa, strettamente legati ai grandi cantieri civili ed industriali”, dichiara Andris Pavan (Röfix).
“Noi abbiamo lavorato con tutte le categorie di prodotti: dagli smalti a solvente alle idropitture -racconta Nicola Munaretto (SD Color)-. Diciamo che all’inizio vi è stata una maggior richiesta di pitture per interni, con il passare dei mesi si è incrementata la richiesta di prodotti per legno e ferro”. Anche per Tassani, come spiega Luigi Vignolo, “i prodotti che hanno avuto il maggiore incremento sono stati gli smalti tradizionali, seguiti dai prodotti per legno e dalle idropitture per interno in piccole pezzature.”

Un’ulteriore conferma del successo avuto dai prodotti destinati al fai da te durante il lockdown proviene da aziende che, pur non occupandosi direttamente di prodotti vernicianti, producono e commercializzano articoli a essi strettamente affini. “Tra le varie tipologie di prodotto si sono salvati alcool, ragia e gli articoli per la manutenzione casa; penalizzati, invece, i prodotti per edilizia e i diluenti nitro”, sostiene Luca Cecchini di Multichimica. Mentre Maurizio Salassi di Pennelli Cervus dichiara: “Si sono salvati i rulli e i pennelli di media qualità, hanno sofferto i prodotti più professionali perché i privati hanno lavorato molto, il professionale no.”

 

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