Presente e futuro della tintometria industriale

  • 16 Marzo 2020

La tintometria è un aspetto fondamentale e indispensabile della filiera delle pitture e delle vernici dal quale non si può prescindere e che deve essere oggetto di studi e sperimentazioni costanti per migliorarsi e migliorare il mercato stesso.

In questa intervista, Pierangelo Zobbio, amministratore delegato di Franchi&Kim, racconta il percorso e la direzione della tintometria industriale e sottolinea alcuni degli elementi che ne stanno alla base, come per esempio la costante tensione all’implementazione e al miglioramento e l’indispensabile coinvolgimento degli attori della distribuzione della filiera.

“Per capire l’evoluzione della tintometria industriale è necessario fare un po’ di storia –spiega Zobbio–. Alla fine degli anni ‘80 la “tintometria” era un faldone che conteneva le formule delle sole tinte RAL. Successivamente, cominciammo a sviluppare software dedicati, che non erano altro che la traduzione di queste formule in un database informatico. Nel corso degli ultimi decenni anni il nostro software ha beneficiato di innumerevoli evoluzioni, tanto è vero che oggi possiede diverse funzioni come la gestione completa del cliente e delle schede di sicurezza, le quali contribuiscono a offrire un servizio più completo e globale rispetto alle esigenze di un punto vendita o di un deposito. Con “gestione completa”, oltre alla classica ricerca del colore e delle formulazioni personali, faccio riferimento anche a funzioni determinanti riguardanti le etichette, i listini, la gestione degli sconti, l’incidenza dei coloranti, le statistiche di vendita e di produzione e gli aggiornamenti automatici in cloud, per fare solo qualche esempio”.

“Ormai i software tintometrici contengono non solo la formula colore, bensì anche tutte le informazioni necessarie a chi vuole sfruttare appieno il sistema –prosegue Zobbio–. La gestione di schede tecniche, schede di sicurezza, etichette e ordini del cliente sono alcuni degli strumenti che permettono di connettere tutta l’organizzazione del punto vendita: banconisti, agenti e tintometristi sono legati da un sistema di rete che non permette errori e perdite di tempo. Il nostro intento per il futuro è di implementare ulteriormente questo servizio utilizzando sempre più il cloud, il web e le app. Le possibilità sono infinite ma è necessario che tutti gli interessati mutino l’approccio all’utilizzo di tutte le funzioni”.

“L’offerta per il distributore è molto varia: si parte da una configurazione manuale che comprende un investimento per un armadietto agitatore, una bilancia professionale e uno shaker, fino a una configurazione automatica attraverso vari tipi di tintometri automatici, a seconda del volume erogabile e dei modelli. Entrambe le situazioni sono da personalizzare in base alle esigenze, alla tipologia di basi tintometriche industriali per il tipo di mercato che si intende sviluppare e ai consumi del clienti. Esistono poi strumenti colorimetrici relativi alla ricerca del colore -colorimetri e spettrofotometri- che possono essere integrati in casi in cui sia richiesta una precisione estrema nella ricerca e nella formulazione delle tinte”.

 

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