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Restauro monumentale: gli aspetti da tenere in considerazione

  • 04 Marzo 2020

Nel settore del restauro monumentale esistono normative ben precise e circonstanziate da rispettare e da seguire scrupolosamente quando si formula o si commercializza un prodotto destinato alla manutenzione o al restauro di una superficie soggetta a soprintendenza e quindi considerata bene storico-culturale.

Inoltre, quando si procede a un lavoro di restauro, si opera rigorosamente in termini di cicli di prodotti.

La diversità dei supporti, l’incidenza del tempo cronologico e atmosferico, gli interventi pregressi richiedono attente valutazioni esplorative e prove accurate per selezionare la soluzione migliore e ottenere risultati conformi ai desiderata. A seconda dell’oggetto architettonico o del manufatto in questione, esistono protocolli molto precisi per l’applicazione dei prodotti, almeno per quanto riguarda l’ambito monumentale, e molto spesso su richiesta della committenza vengono indicati i cicli da seguire per rispondere in modo adeguato alle necessità del caso.

Ovviamente, anche in ambito di restauro è fondamentale la competenza estrema di chi ricerca e sviluppa i prodotti e di chi li formula. La conoscenza delle superfici e dei prodotti rappresenta un patrimonio che deve essere condiviso tra chi produce e chi applica i prodotti e che non può prescindere dal coinvolgimento della committenza e degli enti preposti. La formazione delle maestranze è un passaggio fondamentale per chiudere il cerchio di un corretto intervento di restauro ed è un ambito che richiede tanta attenzione quanto investimenti adeguati.

Per quanto concerne la distribuzione di prodotti per il restauro considerati nella loro complessità e nella loro proposizione in termini di cicli, ci sono pochi punti vendita strettamente specializzati, proprio in virtù della complessità e della specificità dei prodotti. Qui ci limitiamo a citare, a titolo di esempio, Sinopia a Torino, CTS a Vicenza, Bresciani a Milano, Fase a Firenze, Roma Restauro a Roma e Antares a Bologna.
Il loro lavoro si svolge a stretto contatto con gli altri attori della filiera del restauro ed entra a far parte del circolo virtuoso di un buon intervento di restauro.

Un cantiere di restauro è molto complesso per tanti motivi, alcuni dei quali di ordine logistico e organizzativo, dovuti al fatto che occorre coordinare con la soprintendenza modi e tempi dell’impresa.
Inoltre, non sempre sono disponibili i finanziamenti che sarebbero necessari per consentire al settore di sbocciare come dovrebbe in un paese come l’Italia, il cui immenso patrimonio storico-artistico richiede cure e attenzioni continue.

 

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