Scontrino elettronico: facciamo chiarezza

  • 02 Giugno 2020

Con una circolare rilasciata lo scorso febbraio l’Agenza delle Entrate ha chiaro alcuni dei dubbi relativi allo scontrino elettronico che gli esercenti non erano ancora riusciti a dissipare in merito all’ultimo degli strumenti messi in campo dal governo per contrastare l’evasione fiscale.

Un primo aspetto riguarda il credito d'imposta previsto per l’acquisto o l’adattamento dei registratori di cassa telematici. Questo è pari al 50% della spesa sostenuta –che può arrivare a un massimo di 250 euro in caso di acquisto e di 50 euro in caso di adattamento–  ed è comprensivo di IVA, nella misura in cui l’imposta non è oggetto di detrazione da parte di chi fruisce dell’agevolazione. Si ricorda anche che in alternativa all’acquisto o all’adattamento del registratore di cassa si potrà ricorrere –almeno temporaneamente–  a una procedura online gratuita messa a disposizione degli esercenti dall’Agenzia delle Entrate.

Il secondo punto concerne i corrispettivi non riscossi, cioè tutte quelle transazioni nelle quali la cessione del servizio o del prodotto venuto non comporta la riscossione di alcuna somma, come nel caso dei buoni pasto. In questo caso, l’esercente avrà l’obbligo di memorizzare la cifra in questione e dovrà comunque consegnare al cliente il documento commerciale. Dall’inizio di luglio i commercianti avranno anche la possibilità di trasmettere all’Agenzia delle Entrate documenti fiscali più dettagliati, nei quali sarà specificata la natura della transazione in questione.

Infine, le sanzioni: nei primi sei mesi di entrata in vigore dell'obbligo di memorizzazione e di trasmissione telematica dei corrispettivi non si applicano le sanzioni. Tutto questo solo nel caso in cui, liquidata correttamente l'imposta, si proceda all'invio dei dati entro il mese successivo a quello dell'effettuazione dell'operazione.

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