Il sistema a cappotto salverà l’edilizia? Sì, a patto che…

  • 15 Novembre 2022

Cortexa è il progetto associativo più autorevole sul mercato italiano a proposito di sistemi di isolamento a cappotto: dalle parole di Alessandro Monaco, coordinatore della commissione comunicazione di Cortexa, è chiaro che sarà proprio il sistema a cappotto a traghettare l’Italia verso il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ed efficientamento energetico previsti dalle normative.

Ma, per farlo, è necessario che soluzioni come il Superbonus 110% conoscano una normalizzazione e che il cappotto risponda a tre specifici requisiti di qualità. “L’unica energia sostenibile è quella risparmiata” e “La produzione del sistema a cappotto richiede una quantità di energia di gran lunga inferiore a quella che consente di risparmiare lungo il ciclo di vita” dichiara Cortexa. È chiaro che la scelta del sistema a cappotto è la soluzione ideale per l’efficientamento energetico in edilizia. Attualmente il nostro paese sta vivendo un momento particolarmente favorevole, grazie agli incentivi fiscali e, in particolar modo, al Superbonus 110%; l’Italia sta percorrendo quindi la strada giusta, ma per poter raggiungere risultati significativi Cortexa ritiene necessaria una proroga di questo incentivo fino al 2030, legandolo a criteri rigorosi e verificabili di qualità. Sarebbe impossibile -sostiene Cortexa- incrementare l’efficienza energetica degli edifici, responsabili del 40% dei consumi di energia e del 36% delle emissioni di CO₂, nei tempi previsti a livello europeo senza il Superbonus. Inoltre, in un momento in cui l’aumento delle bollette e la dipendenza energetica da altri Paesi esteri creano i presupposti per un incremento della povertà energetica, con conseguenti livelli insufficienti di riscaldamento e raffrescamento per mantenere un tenore di vita accettabile, non si tratta solo di ridurre consumi ed emissioni, ma di garantire a tutti i cittadini di poter vivere in ambienti salubri, a vantaggio della collettività, che assisterebbe a una riduzione delle spese sanitarie. Solo il sistema a cappotto consente di risolvere e prevenire le problematiche di povertà energetica.

La crisi energetica porta alla luce l’inadeguatezza di gran parte dell’edilizia italiana ai parametri di efficienza energetica: la situazione del patrimonio edilizio italiano è molto preoccupante dal punto di vista dei consumi energetici e dell’impatto ambientale. La costruzione della maggior parte degli edifici (78% circa) risale infatti all’epoca in cui non venivano adottate vere misure di risparmio energetico: per questo il sistema di isolamento termico a cappotto dell’involucro edilizio rappresenta la miglior soluzione per diminuire in modo significativo il fabbisogno energetico delle abitazioni, in quanto riduce drasticamente le dispersioni degli edifici e dunque i consumi. Adottare fonti di energia alternative e rinnovabili non è una soluzione reale, ma solo un modo per “spostare” il problema, perché, se gli edifici non sono efficienti, continueranno a sprecare energia, indipendentemente da come questa viene prodotta.

Il sistema a cappotto è una soluzione efficace e durevole a patto che si tratti di un sistema a cappotto fornito come kit da un unico produttore e dotato di certificato ETA e marcatura CE: ben progettato, secondo quanto previsto dalla norma UNI/TR 11715 e dal Manuale Cortexa, e posato a regola d’arte da parte di installatori le cui competenze siano certificate secondo la norma UNI 11716. L’Italia dovrebbe quindi prorogare il Superbonus e legare il riconoscimento del beneficio, almeno per quanto concerne il cappotto, a questi tre requisiti imprescindibili di qualità.

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