Turismo: un’opportunità di sviluppo per l’edilizia italiana?

  • 06 Maggio 2019

Negli ultimi anni, i numeri registrati dal turismo internazionale sono stati più che positivi e le partenze hanno registrato, nel complesso, un aumento significativo. In altre parole, per molte persone in tutto il mondo viaggiare continua ad essere un’importante fonte di spesa.

Anche l’Italia ha beneficiato di questi flussi internazionali e ha assistito a un aumento dei turisti provenienti da Germania, Francia e Gran Bretagna, controbilanciato da un lieve calo degli arrivi da Stati Uniti e Olanda. Nel complesso, nel terzo trimestre del 2018 i servizi turistici hanno visto il proprio fatturato aumentare dell’1,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Inoltre, a crescere non è soltanto il numero dei turisti stranieri ma anche le loro spese, che aumentano di anno in anno.

La vera sorpresa, però, è che nel 2015 le presenze di turisti provenienti dai paesi extraeuropei (50,2%) hanno superato quelle dei turisti ‘domestici’ (49,8%). È il segno che qualcosa sta cambiando, soprattutto se considera il fatto che a crescere più rapidamente sono le presenze registrate nel settore extralberghiero. La tendenza generale, in Europa, sembra dunque essere caratterizzata da una prevalenza sempre maggiore di turisti extracomunitari, in particolare asiatici, a fronte di una progressiva contrazione degli alberghi ‘tradizionali’ che avvantaggerà le strutture ricettive più innovative.

Tra i paesi europei l’Italia si dimostra essere quello più capace di attrarre stranieri provenienti dal resto del mondo, candidandosi così a ricoprire la posizione di hub del turismo internazionale: un risultato non da poco se si considera che in Italia il mercato turistico genera più ricchezza dei tanto celebrati comparti della moda e del food. Che a ‘immettere benzina’ nel comparto siano soprattutto i turisti provenienti dall’estero è confermato anche dalla composizione della domanda turistica, sulla quale gli stranieri incidono il 15% in più rispetto al 1990, passando a rappresentare il 50% della domanda complessiva.

Analizzando invece la composizione dell’offerta ricettiva italiana da un punto di vista qualitativo, emerge poi come a prevalere siano le strutture alberghiere, seguite da campeggi e villaggi turistici. In quest’ambito un’altra tendenza di lungo periodo è quella della riconfigurazione dell’offerta che ha privilegiato le strutture di alta qualità -dal 1990 al 2015 il numero di camere degli alberghi da tre, quattro e cinque stelle è aumentato quasi del 90%, mentre quello degli alberghi a una e due stelle è diminuito di oltre il 68%- e di maggiori dimensioni. In questo scenario, la tendenza degli alberghi a investire in qualità potrebbe forse fare da volano anche per l’edilizia.

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