Green Deal: il futuro è verde!

  • 16 Dicembre 2021

Il Green Deal è ormai sulla bocca di tutti gli operatori del settore. Il piano d’azione previsto dalla Comunità Europea mira a migliorare lo stato di salute dell’ambiente e dei cittadini, riducendo le emissioni e l’inquinamento e, allo stesso tempo, generando una nuova economia e nuovi posti di lavoro.

L’obiettivo intermedio di una riduzione delle emissioni del 55% è stato fissato al 2030, mentre al 2050 l’UE punta a diventare a impatto climatico zero. Questo obiettivo finale necessita di moltissimo impegno per essere raggiunto. La strada è tracciata: investire nelle costruzioni e fare in modo che queste si trasformino da fonte di carbonio a serbatoio di CO2, sia implementando l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, sia utilizzando come materiale da costruzione il legno, sostenibile ed in grado di inglobare CO2. Così non ne giova solo l’ambiente, ma anche l’economia grazie agli ingenti finanziamenti del piano per la ripresa europea (Next Generation EU). Amonn da sempre lavora in questa direzione, adottando soluzioni tecnologiche praticabili per ridurre l’impatto dei suoi prodotti: esclusione di sostanze pericolose come formaldeide, piombo, toluene ed altre ancora; produzione di prodotti con livelli di VOC di molto inferiori ai limiti accettati dalle direttive comunitarie europee ed in alcuni casi completamente esenti. In più, costante è la ricerca di fornitori di materie prime e servizi di qualità e il monitoraggio dei cicli di vita dei prodotti in ogni loro fase. Allo stesso modo, punto centrale per Amonn è l’ultilizzo di energia da fonti rinnovabili e la creazione di impianti ad alta innovazione tecnologica con sistemi di controllo continui per la minimizzazione degli sprechi.

Tra gli ultimi ritrovati dell’azienda, ci sono quelli nel campo dell’Indoor Comfort Quality: una casa salubre si ottiene gestendo luce, aria, temperatura e umidità nelle giuste proporzioni ed evitando la contaminazione dell’ambiente interno con sostanze nocive. Queste sostanze sono chiamate VOC. Sono di diversa origine, naturale o antropica, e hanno effetti dannosi a seconda della loro concentrazione negli ambienti. Tra i più diffusi il limonene, il toulene e soprattutto la formaldeide. Per valutarne la presenza, si può fare riferimento alle etichette ecologiche: un sistema che garantisce che il prodotto sia ecologico in tutto il suo ciclo di vita -dalle materie prime allo smaltimento-. Le etichette possono essere volontarie od obbligatorie. Le volontarie prevedono 3 tipi di marchi: di tipo I, certificato da parte esterna -pubblica o privata- che fissa i valori di soglia e i limiti di prestazione; di tipo II che è una semplice autodichiarazione del produttore; di tipo III, che è una dichiarazione ambientale affidata a un ente terzo. Oggi in Italia sono stati introdotti i CAM -criteri ambientali minimi- che però prendono in considerazione solo 15 sostanze, contro le oltre 200 previste dai regolamenti esteri.

Amonn ha deciso di far analizzare l’impatto ambientale dei suoi prodotti secondo gli standard più rigidi: LIGNEX AQUALASUR e LIGNEX AQUAWAX sono stati sottoposti ad analisi da Eurofions secondo EN 16156 a 3, 7 e 28 giorni. Il risultato è stato ottimo, ottenendo il massimo risultato secondo tutti i protocolli europei, perfino quello finlandese che aggiunge all’analisi dei VOC anche una valutazione olfattiva. 

 

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