Pitture a basse emissioni, se ne discute a Verona

  • 02 Ottobre 2019

Il tema del benessere abitativo rappresenta oggi uno degli assi portanti che orientano le prospettive di sviluppo del settore delle costruzioni in tutto il mondo.

Il mondo delle pitture e delle vernici per l’edilizia ha saputo per tempo cogliere questa tendenza e già da diversi anni propone soluzioni che mirano a ridurre il più possibile l’impatto dei prodotti vernicianti sulla salute di applicatori e consumatori: dalle pitture a bassa emissione di sostanze organiche volatili, che ormai trovano spazio nell’offerta della stragrande maggioranza delle aziende produttrici, a quelle che non contengono formaldeide o altri composti chimici pericolosi per l’uomo, fino a prodotti che sfruttano tecnologie innovative per ridurre l’inquinamento indoor.

A fare il punto della situazione, raccogliendo il contributo di autorevoli personalità provenienti dal mondo della certificazione e della produzione di materie prime utilizzate nel segmento pitture e vernici, ci pensa Cominder, che per il prossimo 22 novembre a Verona ha organizzato il convegno dal titolo “Pitture a basse emissioni per il benessere abitativo: conoscere, formulare, certificare”.

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di fornire un’informazione corretta ed esaustiva in merito alle sostanze inquinanti, alle normative già in atto per quanto riguarda la formulazione dei prodotti vernicianti e a quelle che entreranno in vigore nel prossimo futuro, offrendo una panoramica di quanto già da tempo è oggetto d’attenzione da parte di chi studia la climatologia in- e outdoor per conoscere gli effetti dell’elettro staticità, delle temperature e dell’irradiazione solare.

“In questo convegno, che sarà sì tecnico ma con utilizzo di un linguaggio alla portata di tutti, Cominder vuole spiegare cosa si intende per comfort abitativo e quali possono essere le cause che lo fanno venir meno –dichiarano gli organizzatori–. Vivere in un habitat confortevole, la casa in particolare, è il sogno di tutti, ma molti edifici ancor oggi non lo sono o lo sono scarsamente.”

“L’edilizia degli scorsi decenni faceva poca attenzione al raggiungimento di un adeguato livello di comfort all’interno degli edifici, tanto che si registravano casi di disturbi della salute connessi alla scarsa qualità dell’aria negli ambienti e delle condizioni termiche, acustiche e ottiche. Era comune l’idea che un edificio confortevole fosse anche un edificio dispendioso dal punto di vista energetico e quindi economico. Questo concetto si è rivelato quanto più errato: oggi, grazie alla diffusione di un nuovo paradigma di progettazione degli edifici che mette al centro il benessere psico-fisico della persona, il rispetto dell’ambiente e il contenimento dei costi di gestione, comfort abitativo e risparmio energetico vanno di pari passo”.

 

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