Lo storico Pastoreau sulle tracce del colore rosso

  • 04 Aprile 2019

“Il rosso è il colore archetipico, il primo che l’uomo abbia padroneggiato, fabbricato, riprodotto, declinato in varie sfumature, prima in pittura e poi in tintura”.

È con questa constatazione del primato del colore rosso e della sua importanza nella storia della civiltà occidentale che si apre Rosso. Storia di un colore (Ponte alle Grazie, 216 pp.), monumentale opera dello storico francese Michel Pastoreau che prosegue il percorso iniziato con i tre precedenti volumi dedicati al blu, al nero e al verde.

Nel corso del libro, l’autore ci conduce con maestria e abbondanza di particolari lungo le tappe fondamentali che -dalle incisioni rupestri alle miniature del Medioevo, dalle tele di Rembrandt, Rubens e Raffaello ai berretti frigi della Rivoluzione Francese, fino agli abiti succinti di Marylin Monroe e gli esperimenti astratti di Rothko- hanno scandito la storia di questo colore che ancora oggi continua a esercitare un fascino magnetico carico di simbolismo e suggestione.

A rendere così prezioso il volume, oltre alla pregevolissima qualità dell’edizione, arricchita da un ricercato apparato iconografico, è infatti la scelta di Pastoreau di non affrontare l’argomento soltanto dal punto di vista della storia dell’arte, ma anche da quello lessicale, simbolico, sociale, tecnico-scientifico e religioso.

Per esempio, lo sapevate che il rosso del vestito di Babbo Natale non è affatto, come spesso si crede, quello della Coca-Cola ma un discendente diretto delle raffigurazioni medievali di san Nicola di cui è l’erede?

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