Dalla scultura al restauro: i segreti dell’arte di lavorare il legno

  • 01 Gennaio 2020

In un presente sempre più tecnologico e digitale, in cui la maggior parte delle persone –almeno nei paesi occidentali– impiega le proprie mani principalmente per scorrere lo schermo di uno smartphone e per digitare sulla tastiera di un computer, il lavoro manuale e l’artigianato continuano comunque a esercitare un certo fascino agli occhi di molti, soprattutto ai più giovani, come dimostra l’interesse crescente da parte dell’opinione pubblica e dei media nei confronti del fenomeno dei maker digitali, moderni artigiani che si avvalgono dell’aiuto delle tecnologie più all’avanguardia.

Avvicinarsi al mondo della lavorazione artigianale dei materiali, però, non è facile e per questo è indispensabile avere una guida per orientarsi. Per fortuna, Lavorare il legno, edito da Edibrico e curato della redazione della rivista “Far da sé”, mette a disposizione dell’aspirante bricoleur esattamente questo e insegna come lavorare il legno rispettandone le qualità intrinseche e ottenendo il massimo risultato. Il manuale, infatti, presenta una panoramica di grande attualità che spazia dalle caratteristiche delle principali tipologie di legno (naturali e artificiali) ai consigli su come scegliere pannelli, tavole e listelli; tocca le tecniche di lavorazione più importanti (tracciatura, taglio, foratura, piallatura, fresatura e così via), spiegando come metterle in atto con l’aiuto dell’attrezzatura giusta, insegna nel dettaglio quali sono le tecniche costruttive più efficaci e, per finire, affronta il grande tema della finitura. Il tutto con un approccio didattico ma mai noioso, con istruzioni semplici da seguire e con l’aiuto di esempi e illustrazioni di grande chiarezza.

Sempre per gli appassionati del legno, si segnala poi che nella stessa collana è disponibile anche Il restauro di mobili d’epoca, una lettura consigliatissima a chi desidera rimettere a nuovo pezzi d’arredamento antichi e di valore, economico oppure sentimentale, che altrimenti sarebbe costretto a buttare via. Il manuale, che si fa apprezzare per l’approccio originale all’argomento e per lo sforzo di riassumere in concetti chiari e immagini precise un’arte per nulla facile da praticare, è organizzato in due parti: una in cui si descrivono le tecniche di base per riparare i mobili vecchi e una in cui si presentano una serie di esempi di interventi su mobili d’epoca, dove l’attenzione si sposta dalla semplice riparazione al restauro vero e proprio. Completano il tutto una pratica introduzione -che illustra gli stili più importanti, insegna a distinguere un mobile antico da uno che è semplicemente vecchio e spiega quando è il caso di intervenire- e un glossario con alcune parole che ogni hobbista dovrebbe conoscere.

 

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